Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’articolo di Desirèe Formica (nella foto a destra),
sulla sua esperienza quale componente della Giuria Campus alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019 svoltasi a Messina dal 22 al 25 maggio 2019.
«Il 27 marzo 2019 ha avuto ufficialmente inizio la mia esperienza come componente di Giuria “Campus” al Fotogramma d’Oro Short Film Festival. Premetto che, pur avendo incentrato i miei studi universitari sul mondo del cinema e del teatro, ero entusiasta e allo stesso tempo ansiosa di dover giudicare dei cortometraggi, poiché per natura non vedo mai il bicchiere mezzo pieno. Stavolta mi sbagliavo. Più passava il tempo più mi rendevo conto che le iniziative intraprese dall’Università degli Studi di Messina stavano iniziando ad avere il loro perché, soprattutto per chi, come me, studia al Dipartimento COSPECS nel corso di laurea DAMS (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) e le possibilità di fare esperienze performanti al di fuori delle sedi universitarie sono ben poche. In tutto questo, un plauso va al professore Federico Vitella che, stabilendo una comunicazione proficua con gli ENTI, ci permette di avere un contatto diretto con quello che si spera possa diventare, in un futuro non molto lontano, un lavoro dove la gavetta è necessaria e l’esperienza non è mai troppa.

Alla prima riunione ho conosciuto i miei compagni di percorso, i tirocinanti: Giulia Lombardo (presidente di Giuria Campus), Emanuela Licciardelli, Maria Chiara Musolino, Rosaria Leto, Federica Scravaglieri (nella foto a sinistra con Desirèe Formica) e Letterio Gatto.
Ognuna delle riunioni fatte da quel giorno in poi è stata caratterizzata dalla costante presenza dell’occhio (e dell’orecchio) vigile del presidente della Federazione Nazionale Cinevideoautori, nonché tutor dei tirocinanti Francesco Coglitore, e da dibattiti dettagliati su una gran mole di corti che andavamo via via analizzando. Proprio nell’analisi e nella valutazione, vi era la volontà, da parte del presidente, di non influenzarci in alcun modo. Ci siamo sorpresi, in seguito, nel constatare che le nostre scelte coincidevano, in qualche modo, con quelle assunte dalla Giuria Tecnica; visto che le assegnazioni dei Premi Speciali hanno incontrato pienamente il nostro consenso.
Quattro dei sette membri della Giuria “Campus” hanno una formazione psicologica e la
loro presenza mi ha confermato l’importanza che ha il cinema a livello sociale, nonché la necessaria scoperta di una sfera intima e personale soprattutto nell’ambiente artistico; tema, che mi sta particolarmente a cuore in quanto fulcro della mia tesi di laurea, mirata a sviluppare la correlazione che intercorre tra vita e finzione artistica.
La bellezza della nostra Giuria non risiedeva nell’evidente fatto di essere composta da giovani appassionati di cinema, slegati da un giudizio responsabilmente “tecnico”, ma nell’eterogeneità rappresentata da una forte individualità di ognuno. In veste di giurata mi sono avvalsa del mio personale criterio di selezione, il criterio del rischio, ovvero quanto il regista avesse deciso di rischiare e quanto, invece, avesse effettuato scelte comode.
L’eterogeneità fu la componente che accese i nostri confronti sia in riunione che fuori: confronti mai interrotti anche dopo aver messo a verbale il nome del corto vincitore del Fotogramma d’Oro Campus (nella foto sotto), indice di quella dedizione che ci ha condotto ad una scelta scrupolosa e responsabile. Una partecipazione che venne manifestata nel corso del Festival, soprattutto nelle Masterclass con registi e negli incontri che si tenevano la mattina alla libreria Feltrinelli di Messina.

Sono stati tanti i momenti significativi che hanno costellato l’andamento del Festival e la maggior parte non possono essere spiegati a parole; io ci ho provato, nel modo più appassionato possibile. Voi tenetevi pronti per la prossima edizione, nella quale vedrete i frutti del desiderio di riportare Messina ai vecchi fasti.
Il mio percorso, però, non finisce qui: la partecipazione al Fotogramma d’Oro è arrivata in un momento importante della mia vita, contribuendo allo sviluppo didattico, che mi ha spinto a concorrere per la selezione come componente di una Giuria internazionale composta da studenti italiani e stranieri, la “Center Stage competition”, per la 65esima edizione del Taormina Film Fest.
Riuscii a superare la selezione e a godermi questa bellissima ed entusiasmante esperienza in una delle città più suggestive della Sicilia. Ho avuto modo di confrontarmi con culture generatrici di prospettive diverse che però, alla fine, trovavano un punto d’incontro e andavano oltre, perché il cinema è oltre: è in grado di far cadere muri fabbricati da confini etici, psicologici, idealistici e geografici. In sala non esisteva più la storia di vita personale: tutti eravamo la storia che veniva proiettata sullo schermo; e lì che ti domandi se sia tutto finto, e se quella finzione non sia quell’ancora di salvezza per un paese come il nostro, che ha bisogno di sentirsi di nuovo in un sogno comune».
Desirèe Formica

tematiche proposte dal corto in programmazione selezionato tra quelli iscritti alle edizioni passate del Fotogramma d’Oro Short Film Festival. Nel 2019 (v. programma a destra) si è discusso di immigrazione, caporalato, rapporti familiari, problematiche adolescenziali e tanto altro, affrontando, grazie alla presenza dei componenti del Laboratorio, le tematiche anche in chiave psicoanalitica. Sono state occasioni che hanno suscitato interesse da parte del pubblico presente, in particolare per il confronto tra le differenti chiavi interpretative relative alle diversità culturali e professionali degli intervenuti.
Fatta male di Ludovico Bossi, iscritto al Fotogramma d’Oro SFF 2018, tratta (si legge nella sinossi ufficiale del corto) del primo incontro tra Cinzia (Viren Beltramo) e Filippo (Savino Genovese) (nella foto a sinistra) dopo essersi conosciuti in chat. Una cena cucinata male, qualche bicchiere di troppo, un’alternanza costante di attrazione e imbarazzo. I due si scoprono, una parola dopo l’altra, finché Cinzia cade nella sua solita trappola, quella che scatena quando si sente insicura. Una storia nella quale è facile riconoscersi, dove la diversità appare solo come un dettaglio. Sta all’occhio di chi osserva decidere se quel dettaglio faccia o meno la differenza.















L’edizione di quest’anno è dedicata ad Adolfo Celi e nella giornata di venerdì 24 maggio, è in programma l’omaggio all’attore e regista messinese.
Cinema a scuola, in collaborazione con CiakScuolaFilmFest, partner del Festival, nel corso del quale sarà proiettata una selezione di corti vincitori delle passate edizioni del Festival. Seguirà un’intervista con il direttore artistico Sergio Bonomo a cura di Francesco Coglitore.
Nel pomeriggio, dalle 17.30 ci sarà una Masterclass con Francesco Calogero (nella foto a destra) nel corso della quale saranno proiettate alcune clip delle opere realizzate dal regista, seguirà un dibattito con gli studenti e il pubblico presente moderato da Marco Bonardelli. L’incontro si concluderà con la consegna del Premio alla Carriera allo stesso Francesco Calogero, a cura del Maestro Fabio Pilato.




giornata avevamo dato dei voti che avremmo voluto cambiare vedendo anche gli altri corti e così ne parlammo con Francesco Coglitore (presidente dell’organizzazione), Francesco, persona disponibilissima, sensibile e appassionata, sorridendo alla nostra richiesta e contento del nostro impegno, ci disse che avremmo potuto rivedere e sistemare le nostre votazioni.

La 51.ma edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival sarà dedicata alla memoria dell’attore messinese Adolfo Celi (nella foto sopra).
