Art’è … Apollo & Arte: la mostra al Cinema Multisala Apollo

Giovedì 6 maggio si è svolto il terzo incontro in diretta streaming da Messina dalla pagina Facebook del Fotogramma d’Oro Short Film Festival. L’iniziativa, come è ormai noto a chi segue questo ciclo di incontri, intitolata Art’è … Cinema, ha per oggetto l’Arte, traendo ispirazione dal Cinema.

Alla puntata hanno partecipato Loredana Polizzi e Daniele Mircuda, ideatori e curatori della mostra, che attualmente è allestita presso il Cinema Multisala Apollo, nonché gli Artisti Sofia Bernava, Alessia Borgia, Daniele Commito, Grazia D’Arrigo, Lucia Foti ed Anna Viscuso. Ylenia Bottari non ha potuto partecipare per un impegno improrogabile.

Dopo una breve presentazione dell’argomento della puntata, Francesco Coglitore, che ha condotto la diretta, ha ringraziato ufficialmente Loredana Polizzi e Fabrizio La Scala per la sensibilità dimostrata nei confronti del Fotogramma d’Oro Short Film Festival, che hanno ospitato nei locali del Cinema Apollo sin dalla sua prima edizione messinese, facendo si che il locale diventasse sede istituzionale del Festival stesso.

Francesco Coglitore, Loredana Polizzi e Daniele Mircuda

Coglitore ha poi proseguito spiegando che la mostra Apollo & Arte è stata inaugurata il 30 aprile scorso negli spazi esterni del Cinema Multisala Apollo, in Via San Filippo Bianchi a Messina, e consiste nell’esposizione di quadri, illustrazioni, disegni e fotografie affissi nelle bacheche nelle quali, di norma, sono collocate le locandine dei film in programmazione (sotto alcune immagini della mostra).

Loredana Polizzi ha raccontato che un giorno è stata contattata da Daniele Mircuda, il quale le ha proposto di fare un’esposizione del genere. Ha subito accolto l’idea di Daniele, perché stanca di sentirsi dire, ormai da mesi, dalla gente di passaggio davanti al Cinema: quando aprite? che depressione questa strada e queste bacheche vuote! Invero, ha precisato Loredana Polizzi, dopo un periodo nel quale sopra le locandine avevano affisso la scritta “Prossimamente”, hanno pensato di toglierla per il perdurare della chiusura e dell’incertezza sulla riapertura. Daniele Mircuda ha aggiunto che occorreva dare colore e vivacità a quella strada e a bacheche che, ormai da molto tempo, erano state spogliate dalle locandine. Ha quindi proposto l’idea della mostra a Loredana Polizzi, la quale l’ha accolta, anche per ridare vita a quel progetto ormai noto alla città come Apollo Spazio Arte. A tal proposito Loredana Polizzi ha aggiunto che ha più volte proposto di chiudere quel tratto di strada, la via San Filippo Bianchi, per trasformarla in un museo a cielo aperto, dove esporre opere d’arte.

La prima degli artisti ad intervenire è stata Sofia Bernava (foto a sinistra in basso), la quale ha premesso, come la buona parte degli artisti intervenuti, di essersi appassionata all’arte già dall’infanzia, ma di averla coltivata ed approfondita, dopo essersi diplomata al Liceo Classico, frequentando l’Accademia di Belle Arti. Ha poi descritto la sua opera (nella foto sotto a sinistra), intitolata La poesia rende sempre giovani, basata sull’utilizzo di ritagli di giornali, nel tentativo di simboleggiare il bombardamento dei media nei confronti della gente, in particolare dei giovani, qui rappresentati da un volto di un ragazzo che la stessa autrice definisce «sommerso da parole e notizie confuse e slegate tra di loro». Sofia, infine, ha voluto sottolineare che sugli occhi del ragazzo c’è una scritta che riporta al titolo dell’opera.

Hanno quindi fatto ingresso nello studio virtuale le artiste Anna Viscuso, Lucia Foti e Grazia D’Arrigo, mentre giungevano numerosi commenti provenienti dagli spettatori. Seguendo l’ordine delle opere contenute nel breve video della mostra, è arrivato il turno di Daniele Mircuda, in arte Alphatelescopii, il quale ha premesso di chiamare le sue opere frattaglie; ha quindi spiegato quanto sia importante il contatto con la natura e con la montagna, con le quali lui condivide, per il suo lavoro, buona parte delle sue giornate e che hanno ispirato la sua opera (nella foto sotto al centro). Si tratta di un collage fotografico che rappresenta il profilo di una donna, nella parte sinistra coperto da una foto di una montagna irlandese. E’ quindi intervenuta Grazia D’Arrigo la quale ha spiegato che la sua opera (nella foto sotto a destra) è il disegno di «un bacio astratto, un bacio senza genere», in quanto nella sua idea c’era la volontà di rappresentare «l’amore, la vicinanza, il contatto» che più mancano in questo particolare momento storico, nel quale vige la regola del distanziamento sociale, caratterizzato dalla solitudine e dalla mancanza del contatto umano.

Si è aggiunto agli ospiti presenti Daniele Commito (nella foto sotto) il quale ha spiegato che, nella sua illustrazione, ha voluto rappresentare la relazione tra gli uomini, in contrapposizione a quella tra gli animali. Solitamente i rapporti tra gli uomini sono viziati da pregiudizi, ipocrisie, freni inibitori che, invece, non si riscontrano nei rapporti tra gli animali. Ha poi aggiunto che l’osservatore debba avere libertà d’espressione e d’interpretazione di ciò che sta guardando. L’Illustrazione, secondo Daniele Commito, è tutto ciò che si realizza su un foglio di carta con una penna al gel o bic; se poi quell’opera, in un secondo momento, dovesse essere definita quadro, o quant’altro, è un problema che non si pone!

E’ quindi intervenuta Lucia Foti, che ha presentato la sua opera premettendo quanto le sia particolarmente affezionata, in quanto è un’appassionata di tarocchi. L’illustrazione infatti rappresenta una carta dei tarocchi ed è stata realizzata durante il lockdown. La carta appartiene alla categoria degli arcani maggiori, che descrivono un percorso di vita che serve a portare al riconoscimento di se stesso, a trovare la propria più profonda interiorità e la Carta del mondo, la 21, (nella foto in basso al centro) è l’ultima che chiude il cerchio degli arcani maggiori. Andando al dettaglio dell’opera, Lucia Foti ha iniziato con l’immagine al centro del disegno, che raffigura la Dea della Vita che, con il movimento di due bacchette, rappresenta l’energia dell’universo, presente, in vari modi, dentro tutti gli esseri viventi che si trovano ai quattro lati del Mondo. In basso a sinistra – ha spiegato Lucia Foti – c’è il Bue, o il Toro (a seconda di come lo si vuole interpretare) che rappresenta la sfera materiale, il rapporto dell’Uomo con la Terra; a destra c’è il Leone che rappresenta la sfera sessuale e creativa; in alto a destra è raffigurata l’Aquila, ossia la sfera mentale, i pensieri e, infine, a sinistra è raffigurato l’Angelo che rappresenta la sfera dei sentimenti, del cuore. In conclusione la Dea della Vita crea e regge intorno a se il vortice delle energie, figurato dalla Corona d’alloro che, tradizionalmente, è l’immagine della Vittoria. Tutto ciò significa, secondo Lucia Foti, che quando si arriva alla carta 21 vuol dire che è avvenuto il completamento di un ciclo dal quale abbiamo imparato qualcosa e che ci consentirà di iniziare un altro percorso, gioendo e facendo tesoro dell’esperienza acquisita.

E’ stato quindi il turno di Alessia Borgia, la quale ha messo in Mostra una fotografia raffigurante una bambina su un autobus (foto in alto a destra), scattata circa 5 anni fa a Barcelona di Spagna in occasione di un soggiorno studio ERASMUS. La foto rappresenta un momento di malinconia della bambina, che prima era stata notevolmente movimentata. Durante il suo soggiorno in Spagna – ha aggiunto Alessia Borgia – si è trovata spesso a scattare fotografie durante i suoi spostamenti in autobus e metropolitana, catturando espressioni e volti di notevole interesse.

Ha chiuso le interviste agli artisti presenti alla Mostra Anna Viscuso, la quale ha presentato la sua opera, il Pierrot (foto in alto a sinistra). Il desiderio di trattare il soggetto è arrivato in occasione di una lezione di Storia del Teatro, nella quale si parlava delle maschere nella Commedia dell’Arte, di cui Pierrot è una delle più famose. E’ un pagliaccio stravagante, triste, sempre innamorato, ma mai corrisposto, un personaggio, insomma, che nasconde la sua vera identità. Ma la vera ispirazione – ha precisato Anna Viscuso – è nata pensando al testo della canzone di Cosmo, a lei cara, dal titolo Il digiuno e, in particolare alla frase “… e ti senti un po’ un fallito se ripensi alla tua età e cammini per la strada e provi a perderti …” che, tra l’altro, è il titolo dell’opera. La canzone parla degli ideali persi, uno stato d’animo che si ricollega, secondo la Viscuso, al mood di Pierrot, un sentimento che Anna prova, ma che crede sia condiviso da tutti, così come il rimpianto del tempo che stiamo perdendo a seguito della situazione di chiusura tuttora in corso.

Dalle interviste è emerso che la maggior parte degli Artisti presenti ha realizzato la propria opera durante il periodo del lockdown, quasi come se fosse una reazione alla situazione contingente.

Dopo avere ampiamente e liberamente conversato sull’arte in genere e sull’ispirazione, gli ospiti si sono dati appuntamento ad una prossima puntata di Art’è … Apollo & Arte, nella quale si incontreranno altri artisti che condividono lo stesso progetto presso il Cinema Multisala Apollo.

Chi volesse visionare l’intera puntata, potrà collegarsi alla pagina Facebook del Fotogramma d’Oro Short Film Festival.

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