Art’è … Ponte? (ovvero quali sarebbero gli effetti sull’Ambiente e sulla Natura a seguito della costruzione del Ponte sullo Stretto?)

Nella quinta puntata di “Art’è … Cinema”, trasmessa in diretta streaming da Messina il 20 maggio scorso, si è dibattuto di natura, di ambiente e dei possibili effetti negativi che potrebbero derivare dalla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Ne abbiamo parlato, senza riferimenti ideologici, con Alessandro Milardi, naturalista, e con la geologa Serena Palermiti. La diretta è stata condotta dalla giovane presentatrice Noemi David (nella foto a destra), collegata da Roma, con la partecipazione di Francesco Coglitore.

Noemi David ha chiesto agli ospiti di presentarsi, quindi Serena Palermiti (nella foto sotto a sinistra) ha dichiarato di essere un’amante della Natura, del nostro Stretto, della Terra e del Mare in generale, di considerarsi una «voce che interpreta la Natura» ed ha aggiunto di non essere favorevole al Ponte, in quanto ritiene che i “contro” sono eccessivi, rispetto ai “pro” che obiettivamente non vede!

E’ stata quindi la volta del naturalista Alessandro Milardi (nella foto sotto a destra) il quale ha dichiarato di occuparsi di sensibilizzazione verso l’Ambiente e la Natura nella sua duplice veste di docente di scienze alla scuola secondaria di secondo grado, nonché di Guida Ufficiale del Parco d’Aspromonte, in Calabria.

Dopo la breve presentazione degli ospiti, si è passati alla visione del documentario intitolato “Il Mito distrutto”, diretto da Francesco Coglitore, con l’attrice Giada Vadalà (nella foto sotto a sinistra) e la partecipazione straordinaria della compianta poetessa Maria Costa (nella foto sotto a destra), la quale, per l’occasione, aveva scritto, e poi recitato nel film, la poesia inedita “U sfrattu”.

Dopo la visione del documentario, si è aperto il dibattito, al quale hanno contribuito, con commenti nella chat, anche i numerosi spettatori che hanno assistito alla diretta. Ad una specifica domanda di Noemi David in merito alla possibilità, o meno, di costruire il Ponte, Serena Palermiti ha risposto che si augura che non si farà, ma di temere fortemente l’inizio dei lavori, con l’apertura di cantieri su entrambe le sponde dello Stretto, del possibile disastro ambientale, nonché dell’avvio delle espropriazioni e dell’apertura delle cave.

Si è quindi affrontato uno dei motivi che indurrebbero a favorire la costruzione del Ponte, ossia favorire il turismo. Alessandro Milardi, a questo proposito, sostiene che il Ponte non serve ad attrarre i turisti, in quanto la stessa natura dell’area dello Stretto esercita questo fascino: si pensi alle Isole Eolie, al vulcano Etna, ai panorami mozzafiato che tutta l’area riserva ai visitatori. E’ un’area geologica molto bella ma, allo stesso tempo, molto fragile, che vive su equilibri molto sottili.

Il dibattito si è quindi spostato sull’aspetto geologico del territorio, unico argomento non trattato nel documentario che ha introdotto la puntata. Nello Stretto, ha spiegato Serena Palermiti, ci sono due opposti che si confrontano costantemente: la potenza e, al tempo stesso, la fragilità di questo Territorio. Lo Stretto, infatti, è attraversato da una faglia profondissima che ha generato il terremoto del 1908 (sotto alcune immagini di Messina dopo il terremoto).

Ci sono due coste che si allontanano, che si sollevano, l’una rispetto all’altra, in maniera differente; due placche che si scontrano e generano il vulcanesimo delle Isole Eolie, il sollevamento dell’Aspromonte e dei Monti Peloritani. Inoltre, dal punto di vista geologico, ha aggiunto Serena Palermiti, il problema non è solo la sismicità del territorio, bensì il fatto che in entrambe le coste dello Stretto si verificano ripetutamente delle frane sottomarine; una di queste, probabilmente, ha determinato il maremoto del 1908. Un contesto, insomma, tra i più vivaci e più potenti di tutto il mondo, tanto che recentemente anche l’Aspromonte è rientrato nella rete dei geoparchi UNESCO. A tal riguardo Serena Palermiti ha lanciato la proposta di informare l’UNESCO che proprio in questo territorio, facente parte di tale rete, si è ripresentata l’idea della realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Sarebbe auspicabile riproporre il tema del riconoscimento dell’area dello Stretto di Messina come patrimonio dell’UNESCO, procedura che la precedente amministrazione comunale a guida Accorinti aveva avviato, ma che ha subìto un fermo a causa di vari problemi burocratici. La procedura, ha spiegato Serena Palermiti, è molto complessa e necessita della produzione di documenti che, prima di tutto, attestino l’unicità del territorio, caratteristica ben nota e facilmente documentabile, oltre ad altri aspetti culturali e naturalistici, anch’essi di semplice prova. Tutto sta, ovviamente, nella volontà di attivare e concludere definitivamente tale iter.

A quel punto, ha concluso Serena Palermiti, una volta che lo Stretto di Messina avrà ottenuto il riconoscimento da parte dell’UNESCO, la protezione e la conservazione del sito stesso sarebbe blindata, con la conseguenza che nessuno potrebbe alterarlo, pena l’intervento sanzionatorio dell’ istituzione intergovernativa (nella foto sotto un momento della diretta).

Altro importante argomento di discussione è stato il costo del pedaggio per l’attraversamento del ponte, delle strade, viadotti e rampe da percorrere per raggiungere il ponte stesso. Si dice, addirittura, che dalla Calabria bisognerebbe immettersi da Gioia Tauro … Forse qualcuno immagina che questa struttura possa essere calata ed appoggiata sul territorio da una semplice gru, come una costruzione in Lego? Non è così, ovviamente! Ed ancora, la costruzione del ponte, a differenza di quello che si vede nei fotomontaggi, impedirà di godere della bellezza dello Stretto, infatti il ponte e gli enormi tiranti faranno da muro impedendo di vedere, da nord a sud e viceversa, cosa c’è al di là dello Stretto.

Nell’ultima relazione tecnica del gruppo di lavoro, incaricato dall’ex Presedente del Consiglio, Giuseppe Conte, riguardo alla costruzione del ponte, sono riportate tutte le opzioni indicate nelle precedenti relazioni, ossia ponte a campata unica, a tre campate e tunnel sottomarino, con la precisa raccomandazione che sarebbe necessario un nuovo studio di fattibilità. Insomma si ricomincia da zero, con l’aggiunta che le recenti norme in materia di costruzioni antisismiche sono molto stringenti, tanto da limitare anche i più semplici manufatti: figuriamoci quali controlli e verifiche tecniche (geologiche ed ingegneristiche) dovrebbe superare il progetto per la costruzione del ponte!

Area metropolitana dello Stretto

Tutto ciò comporterà, qualora dovessero avviarsi nuovamente gli studi di fattibilità, un’ulteriore spesa di denaro pubblico che si aggiunge, come sostenuto da Alessandro Milardi, a quella per la Stretto di Messina s.p.a., alla quale lo Stato eroga da tanti anni contributi per studi, ricerche ed altre attività collegate al Ponte sullo Stretto.

Bellissimo ed efficace il commento scritto da Fabio Pilato, che riportiamo testualmente: «tranquilli che io sarò là con il mio flex a tagliare ogni pezzo che loro montano».

Nel corso della trasmissione sono stati affrontati ed approfonditi altri argomenti, sempre collegati alla costruzione del ponte, ma non vogliamo togliervi il piacere di ascoltarli, per chi non lo avesse già fatto, direttamente dalla voce dei nostri ospiti.

Quindi per chi volesse visionare l’intera puntata, compresa la visione del documentario “Il Mito distrutto”, potrà collegarsi alla pagina Facebook del Fotogramma d’Oro Short Film Festival.

Art’è … le ragazze del Fotogramma d’Oro

Giovedì 13 maggio 2021 si è svolta la quarta trasmissione in diretta streaming da Messina nell’ambito del ciclo “Art’è … Cinema”. Alla puntata hanno partecipato, oltre Noemi David che ha anche condotto l’evento, alcune ragazze che hanno collaborato, a vario titolo, all’organizzazione delle edizioni 2018 e 2019 del Fotogramma d’Oro Short Film Festival. Erano presenti Desirèe Formica, Josè Gordelli, Emanuela Licciardelli e Santina Nibali (nella foto sotto un momento della trasmissione).

in alto da sinistra: Francesco Coglitore, Noemi David e Desirèe Formica, in basso da sinistra: Santina Nibali, Emanuela Licciardelli e Josè Gordelli

Abbiamo ricevuto un ampio reportage della puntata redatto da Desirèe Formica, che ringraziamo e volentieri pubblichiamo qui di seguito.

Il dopofestival

«A distanza di due anni dalla cinquantunesima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival, tenutosi a Messina, rivedersi, seppur in maniera virtuale, è stato davvero emozionante. Di cose ne sono successe da quando abbiamo varcato per l’ultima volta la sala del Cinema Apollo, una su tutte l’arrivo del covid-19, questa pandemia mondiale che ha stravolto abitudini e prospettive future. Nonostante il doveroso appunto sulla situazione generale, ciò che ha arricchito questo pomeriggio in diretta Facebook è stato l’entusiasmo di ritrovare alcune personalità impegnate nell’organizzazione del Festival: Emanuela Licciardelli, Desirée Formica, José Gordelli e Santina Nibali (nelle foto sotto). Donne che, seppur con interessi diversi, provano a fare della loro passione per la Settima Arte un impegno a tempo pieno.

É stato il presidente della Federazione Nazionale Cinevideoautori, Francesco Coglitore, insieme alla conduttrice ufficiale del Festival Noemi David (nella foto a destra) a condurre il dibattito, lei che è stata la prima ad essere coinvolta nel progetto. Non poteva infatti che essere quest’ultima a ripercorrere i momenti salienti che hanno scandito le varie edizioni del Festival; accompagnando, con il suo sorriso e la sua professionalità, le matinée alla Libreria Feltrinelli point di Messina, l’apertura delle mostre artistiche e gli interventi con dibattiti insieme ai professionisti del settore. Noemi e Francesco lanciano la visione del teaser del “Fotogramma d’oro short film festival 2016”.

Da quando gli affidarono la direzione del Festival, svoltosi a Messina dalla 48esima edizione, Francesco decise di mettersi in gioco.

Vi sono inoltre due veterane del Festival, ovvero Santina Nibali, responsabile dell’organizzazione degli eventi e José Gordelli, che si è occupata della parte multimediale.

Noemi David dà il via ai primi interventi da parte delle ospiti, chiedendo cosa rappresenta per loro il Fotogramma d’oro.

Emanuela Licciardelli

Emanuela Licciardelli (nella foto a sinistra) risponde: “il ricordo più importante che ho del Festival è legato al primo giorno, quando siamo entrati in sala e abbiamo iniziato a vedere i corti, lì mi sono detta: un giorno ci sarà anche il mio! Vorrei che il Fotogramma d’Oro possa essere un punto di inizio per tutti coloro che vogliono fare esperienze riguardanti l’Arte o il Cinema. Io a quel sogno ci sono quasi e non posso che ringraziare Francesco.

Ho prodotto il mio primo corto che tratta della violenza sulle donne, dal nulla, e sono la prova che chi ha un sogno deve fare di tutto per realizzarlo. Ho avuto anche l’onore di dirigere lo spot che pubblicizza il corso DAMS dell’Università di Messina e i due nuovi corsi di laurea COSPECS. Vi dico, accogliete tutti i nuovi progetti artistici con impegno soprattutto dopo questo anno di pandemia che ci ha stroncato come settore.”

Desirèe Formica

E io aggiungo: “annuendo con approvazione nell’ascoltare le parole di Emanuela, non posso che essere d’accordo quando dice che la pandemia ha rovinato i nostri obiettivi a sfondo artistico. Essendo una persona molto riflessiva, questo è stato, per me, un periodo di pianificazione, ma anche di risoluzione, visto che, almeno per il momento, ho terminato gli studi con la laurea al DAMS di Messina.

Quando mi sono iscritta al DAMS sapevo di dover sviluppare il mio percorso artistico all’esterno, infatti ho frequentato laboratori di recitazione, recitato in cortometraggi e in compagnie teatrali anche messinesi, poi purtroppo tutto si è fermato a causa della pandemia. L’obiettivo per il futuro sarebbe quello di continuare sulla scorta della tesi sviluppata per la laurea in tecniche di recitazione e scavo psicologico. Quello che mi auguro dopo questo periodo è che le istituzioni si rendano conto che il settore artistico ha bisogno di fondi e regolamenti per svilupparsi al meglio”.

Ricollegandosi alle mie parole, Francesco Coglitore puntualizza dicendo che il termine ”speriamo” è qualcosa di involontario, e sarebbe bene sostituirlo con uno che invece coinvolge la volontà, dunque “investiamo”.

Noemi David

Durante la diretta arrivano i saluti di Ferdinando Costantino, direttore tecnico del Festival, che si trova momentaneamente in Germania.  

Viene, quindi, lanciato il teaser dell’edizione 2018 del Fotogramma d’Oro Short Film Festival realizzato da Federico di Carlo, con testimonial la stessa Noemi David.

Prende così la parola José Gordelli, ricordando la sua partecipazione alla cinquantesima edizione del Festival nella Giuria Campus.

Josè Gordelli

Noemi chiede quali siano state le sue prime impressioni e la risposta non tarda ad arrivare: “Non ho mai avuto preconcetti e pregiudizi, tendenzialmente prima analizzo per capire l’ambiente in cui mi trovo e mi sono trovata subito bene. Stare al cinema tutto il giorno è stato magico. Con Santina Nibali e Giulia Lombardo uscivamo stanchissime da lì, ma ci siamo divertite tanto. Questo tirocinio a differenza di molti altri non esiste solo per far guadagnare ore ma si adatta, per esempio, non solo agli studenti del DAMS o del corso di Turismo culturale, ma anche a quelli ad indirizzo psicologico. Loro sono stati fondamentali per creare dei dibattiti costruttivi coadiuvati dalla visione di alcuni cortometraggi che hanno destato particolare interesse. Alla cinquantunesima edizione i tirocinanti erano più numerosi, ciò ha facilitato l’organizzazione nella divisione dei compiti”.

A proposito di questo, Francesco precisa che, nell’edizione del 2018, l’esperienza formativa vissuta da José Gordelli e Santina Nibali e degli altri componenti della Giuria Campus, è stata una vera prova di forza perché hanno visionato i film solo durante le proiezioni ufficiali. Ricorda che dopo il primo giorno hanno iniziato a porsi il problema di come avevano valutato i film proiettati nei giorni precedenti. È chiaro che avendo una visione sempre più ampia, il giudizio su di essi poteva cambiare. Il segno dell’impegno messo da questi ragazzi è testimoniato non solo dalle ragazze presenti nella diretta Facebook ma anche, per esempio, da Floriana Piu, che ha assistito alla diretta, la quale si è offerta di fare i sottotitoli in italiano di alcuni dei corti stranieri in concorso.

Santina Nibali

Alla domanda di Noemi David, Santina Nibali ha risposto così: “Il Fotogramma d’Oro del 2018 è stato una delle esperienze più belle del mio percorso universitario. Ero reduce dal Festival del Cinema di Venezia e partecipare attivamente alla realizzazione ha significato far parte di un gruppo.

L’esperienza del 2018 è stata più tosta rispetto a quella del 2019. Con il Fotogramma ho sentito di aver messo in pratica quello che avevo studiato in un’esperienza reale legata alla teoria. Mi sono occupata di organizzazione eventi, ritrovandomi con entusiasmo, a dover risolvere i problemi, quei problemi che hanno reso l’esperienza particolarmente bella e reale”.

Dulcis in fundo, Naomi David chiede a Francesco Coglitore cosa ha significato per lui il Fotogramma d’oro: “oltre a considerarlo una mia creatura, le cose non si fanno da soli, si fanno insieme. Siamo stati una squadra, bisogna sapere prendere le decisioni ma bisogna anche saper delegare le persone giuste. Infatti non ci siamo sbagliati ad assegnare i vari ruoli, perché si sono rivelati adatti. Mi auguro di poter ricominciare a fare il Fotogramma d’oro, perché quando ho preso le redini dell’evento iniziavo a chiedermi se fossi riuscito ad organizzare tutto. Ci sono riuscito insieme a tutti voi! Appena si potrà, voglio vedervi e continuare a condividere insieme a voi questo progetto. Un altro progetto in ballo sarebbe quello di rivedere tutta la videoteca del Festival per l’importanza di alcune opere”.

Santina Nibali afferma che la bellezza del Fotogramma sta proprio nel progetto, ovvero quello di affiancare ai tirocinanti degli esperti, ed aggiunge: “tutto questo succede al DAMS di Messina, e in questo bisogna ringraziare i professori Federico Vitella e Antonella Cava per la grande collaborazione che hanno dato all’organizzazione dei tirocini e quindi del Festival” (sotto le locandine delle edizioni messinesi del Fotogramma d’Oro Short Film Festival).

Dopo viene lanciato il teaser dell’edizione 2019, la 51esima, del Fotogramma d’Oro Short Film Festival.

Il presidente Coglitore ci tiene a ringraziare Loredana Polizzi e Fabrizio La Scala per la possibilità datagli nel mettere a disposizione la Sala 4 con lo spazio dedicato alla mostra, ed aggiunge: “è stata per noi una grandissima opportunità. Io li ringrazio perché ormai per noi la sede del Fotogramma d’Oro è il Cinema Apollo”.

Viene quindi trasmesso il cortometraggio vincitore del primo Fotogramma d’Oro Trinakrios: un corto realizzato dal giovane regista palermitano, Giuseppe Carleo, dal titolo “Parru pi tia” (nella foto a destra la locandina), in parte recitato in dialetto, con sottotitoli in italiano, che riprende usi e tradizioni siciliane.

La visione del cortometraggio ha fatto emergere un dibattito sui vari mestieri del cinema, approfondendo, nello specifico, quelle fasi della realizzazione che spesso si danno per scontate, come la fotografia, la sceneggiatura e infine il montaggio. Si ha l’abitudine di andare al cinema per vedere un determinato personaggio famoso a scapito di un’analisi più profonda del prodotto artistico; il compito di chi studia cinema, e possiede gli strumenti per comprendere più di ciò che vede sullo schermo, è quello di non fermarsi alla superficie di determinate sensazioni immediate. Tutte noi abbiamo convenuto nell’affermare che il Fotogramma d’Oro ci ha dato la possibilità di conoscere il cortometraggio, come parte costituiva di qualcosa di più ampio e più fruibile in termini di diffusione e distribuzione».

Desirèe Formica

Chi volesse visionare l’intera puntata, potrà collegarsi alla pagina Facebook del Fotogramma d’Oro Short Film Festival.

Art’è … Apollo & Arte: la mostra al Cinema Multisala Apollo

Giovedì 6 maggio si è svolto il terzo incontro in diretta streaming da Messina dalla pagina Facebook del Fotogramma d’Oro Short Film Festival. L’iniziativa, come è ormai noto a chi segue questo ciclo di incontri, intitolata Art’è … Cinema, ha per oggetto l’Arte, traendo ispirazione dal Cinema.

Alla puntata hanno partecipato Loredana Polizzi e Daniele Mircuda, ideatori e curatori della mostra, che attualmente è allestita presso il Cinema Multisala Apollo, nonché gli Artisti Sofia Bernava, Alessia Borgia, Daniele Commito, Grazia D’Arrigo, Lucia Foti ed Anna Viscuso. Ylenia Bottari non ha potuto partecipare per un impegno improrogabile.

Dopo una breve presentazione dell’argomento della puntata, Francesco Coglitore, che ha condotto la diretta, ha ringraziato ufficialmente Loredana Polizzi e Fabrizio La Scala per la sensibilità dimostrata nei confronti del Fotogramma d’Oro Short Film Festival, che hanno ospitato nei locali del Cinema Apollo sin dalla sua prima edizione messinese, facendo si che il locale diventasse sede istituzionale del Festival stesso.

Francesco Coglitore, Loredana Polizzi e Daniele Mircuda

Coglitore ha poi proseguito spiegando che la mostra Apollo & Arte è stata inaugurata il 30 aprile scorso negli spazi esterni del Cinema Multisala Apollo, in Via San Filippo Bianchi a Messina, e consiste nell’esposizione di quadri, illustrazioni, disegni e fotografie affissi nelle bacheche nelle quali, di norma, sono collocate le locandine dei film in programmazione (sotto alcune immagini della mostra).

Loredana Polizzi ha raccontato che un giorno è stata contattata da Daniele Mircuda, il quale le ha proposto di fare un’esposizione del genere. Ha subito accolto l’idea di Daniele, perché stanca di sentirsi dire, ormai da mesi, dalla gente di passaggio davanti al Cinema: quando aprite? che depressione questa strada e queste bacheche vuote! Invero, ha precisato Loredana Polizzi, dopo un periodo nel quale sopra le locandine avevano affisso la scritta “Prossimamente”, hanno pensato di toglierla per il perdurare della chiusura e dell’incertezza sulla riapertura. Daniele Mircuda ha aggiunto che occorreva dare colore e vivacità a quella strada e a bacheche che, ormai da molto tempo, erano state spogliate dalle locandine. Ha quindi proposto l’idea della mostra a Loredana Polizzi, la quale l’ha accolta, anche per ridare vita a quel progetto ormai noto alla città come Apollo Spazio Arte. A tal proposito Loredana Polizzi ha aggiunto che ha più volte proposto di chiudere quel tratto di strada, la via San Filippo Bianchi, per trasformarla in un museo a cielo aperto, dove esporre opere d’arte.

La prima degli artisti ad intervenire è stata Sofia Bernava (foto a sinistra in basso), la quale ha premesso, come la buona parte degli artisti intervenuti, di essersi appassionata all’arte già dall’infanzia, ma di averla coltivata ed approfondita, dopo essersi diplomata al Liceo Classico, frequentando l’Accademia di Belle Arti. Ha poi descritto la sua opera (nella foto sotto a sinistra), intitolata La poesia rende sempre giovani, basata sull’utilizzo di ritagli di giornali, nel tentativo di simboleggiare il bombardamento dei media nei confronti della gente, in particolare dei giovani, qui rappresentati da un volto di un ragazzo che la stessa autrice definisce «sommerso da parole e notizie confuse e slegate tra di loro». Sofia, infine, ha voluto sottolineare che sugli occhi del ragazzo c’è una scritta che riporta al titolo dell’opera.

Hanno quindi fatto ingresso nello studio virtuale le artiste Anna Viscuso, Lucia Foti e Grazia D’Arrigo, mentre giungevano numerosi commenti provenienti dagli spettatori. Seguendo l’ordine delle opere contenute nel breve video della mostra, è arrivato il turno di Daniele Mircuda, in arte Alphatelescopii, il quale ha premesso di chiamare le sue opere frattaglie; ha quindi spiegato quanto sia importante il contatto con la natura e con la montagna, con le quali lui condivide, per il suo lavoro, buona parte delle sue giornate e che hanno ispirato la sua opera (nella foto sotto al centro). Si tratta di un collage fotografico che rappresenta il profilo di una donna, nella parte sinistra coperto da una foto di una montagna irlandese. E’ quindi intervenuta Grazia D’Arrigo la quale ha spiegato che la sua opera (nella foto sotto a destra) è il disegno di «un bacio astratto, un bacio senza genere», in quanto nella sua idea c’era la volontà di rappresentare «l’amore, la vicinanza, il contatto» che più mancano in questo particolare momento storico, nel quale vige la regola del distanziamento sociale, caratterizzato dalla solitudine e dalla mancanza del contatto umano.

Si è aggiunto agli ospiti presenti Daniele Commito (nella foto sotto) il quale ha spiegato che, nella sua illustrazione, ha voluto rappresentare la relazione tra gli uomini, in contrapposizione a quella tra gli animali. Solitamente i rapporti tra gli uomini sono viziati da pregiudizi, ipocrisie, freni inibitori che, invece, non si riscontrano nei rapporti tra gli animali. Ha poi aggiunto che l’osservatore debba avere libertà d’espressione e d’interpretazione di ciò che sta guardando. L’Illustrazione, secondo Daniele Commito, è tutto ciò che si realizza su un foglio di carta con una penna al gel o bic; se poi quell’opera, in un secondo momento, dovesse essere definita quadro, o quant’altro, è un problema che non si pone!

E’ quindi intervenuta Lucia Foti, che ha presentato la sua opera premettendo quanto le sia particolarmente affezionata, in quanto è un’appassionata di tarocchi. L’illustrazione infatti rappresenta una carta dei tarocchi ed è stata realizzata durante il lockdown. La carta appartiene alla categoria degli arcani maggiori, che descrivono un percorso di vita che serve a portare al riconoscimento di se stesso, a trovare la propria più profonda interiorità e la Carta del mondo, la 21, (nella foto in basso al centro) è l’ultima che chiude il cerchio degli arcani maggiori. Andando al dettaglio dell’opera, Lucia Foti ha iniziato con l’immagine al centro del disegno, che raffigura la Dea della Vita che, con il movimento di due bacchette, rappresenta l’energia dell’universo, presente, in vari modi, dentro tutti gli esseri viventi che si trovano ai quattro lati del Mondo. In basso a sinistra – ha spiegato Lucia Foti – c’è il Bue, o il Toro (a seconda di come lo si vuole interpretare) che rappresenta la sfera materiale, il rapporto dell’Uomo con la Terra; a destra c’è il Leone che rappresenta la sfera sessuale e creativa; in alto a destra è raffigurata l’Aquila, ossia la sfera mentale, i pensieri e, infine, a sinistra è raffigurato l’Angelo che rappresenta la sfera dei sentimenti, del cuore. In conclusione la Dea della Vita crea e regge intorno a se il vortice delle energie, figurato dalla Corona d’alloro che, tradizionalmente, è l’immagine della Vittoria. Tutto ciò significa, secondo Lucia Foti, che quando si arriva alla carta 21 vuol dire che è avvenuto il completamento di un ciclo dal quale abbiamo imparato qualcosa e che ci consentirà di iniziare un altro percorso, gioendo e facendo tesoro dell’esperienza acquisita.

E’ stato quindi il turno di Alessia Borgia, la quale ha messo in Mostra una fotografia raffigurante una bambina su un autobus (foto in alto a destra), scattata circa 5 anni fa a Barcelona di Spagna in occasione di un soggiorno studio ERASMUS. La foto rappresenta un momento di malinconia della bambina, che prima era stata notevolmente movimentata. Durante il suo soggiorno in Spagna – ha aggiunto Alessia Borgia – si è trovata spesso a scattare fotografie durante i suoi spostamenti in autobus e metropolitana, catturando espressioni e volti di notevole interesse.

Ha chiuso le interviste agli artisti presenti alla Mostra Anna Viscuso, la quale ha presentato la sua opera, il Pierrot (foto in alto a sinistra). Il desiderio di trattare il soggetto è arrivato in occasione di una lezione di Storia del Teatro, nella quale si parlava delle maschere nella Commedia dell’Arte, di cui Pierrot è una delle più famose. E’ un pagliaccio stravagante, triste, sempre innamorato, ma mai corrisposto, un personaggio, insomma, che nasconde la sua vera identità. Ma la vera ispirazione – ha precisato Anna Viscuso – è nata pensando al testo della canzone di Cosmo, a lei cara, dal titolo Il digiuno e, in particolare alla frase “… e ti senti un po’ un fallito se ripensi alla tua età e cammini per la strada e provi a perderti …” che, tra l’altro, è il titolo dell’opera. La canzone parla degli ideali persi, uno stato d’animo che si ricollega, secondo la Viscuso, al mood di Pierrot, un sentimento che Anna prova, ma che crede sia condiviso da tutti, così come il rimpianto del tempo che stiamo perdendo a seguito della situazione di chiusura tuttora in corso.

Dalle interviste è emerso che la maggior parte degli Artisti presenti ha realizzato la propria opera durante il periodo del lockdown, quasi come se fosse una reazione alla situazione contingente.

Dopo avere ampiamente e liberamente conversato sull’arte in genere e sull’ispirazione, gli ospiti si sono dati appuntamento ad una prossima puntata di Art’è … Apollo & Arte, nella quale si incontreranno altri artisti che condividono lo stesso progetto presso il Cinema Multisala Apollo.

Chi volesse visionare l’intera puntata, potrà collegarsi alla pagina Facebook del Fotogramma d’Oro Short Film Festival.

Art’è … aspettando Mente Locale Young dal 3 al 8 maggio 2021 on line

Giovedì 29 aprile si è svolto il secondo incontro in diretta streaming dalla pagina Facebook del Fotogramma d’Oro Short Film Festival. L’iniziativa, intitolata Art’è … Cinema, ha per oggetto l’Arte, traendo ispirazione dal Cinema.

Nel corso della puntata, dedicata alla presentazione della prima edizione del Festival “Mente Locale Young – le scuole italiane raccontano il territorio”, sono intervenuti Giulio Giunti e Marilisa Murgia (nelle foto sotto), rispettivamente Direttore Artistico e Direttore organizzativo della manifestazione cinematografica.

Francesco Coglitore, introducendo il tema dell’incontro, ha voluto sottolineare che, sin dalla prima edizione messinese, la 48esima, del Fotogramma d’Oro Short Film Festival, è sempre stato riservato un ampio spazio all’attività cinematografica svolta nelle scuole, ed ha aggiunto quanto sia importante la formazione degli studenti universitari, tanto che la Direzione del Festival, in forza di una convenzione stipulata con l’Università di Messina, ha attivato tirocini formativi curriculari rivolti agli studenti che frequentano il DAMS e le discipline psicologiche e della comunicazione. Ai tirocinanti è stato assegnato un tutor ed hanno partecipato alla selezione dei cortometraggi, alla Giuria Campus (competente ad assegnare il prestigioso Fotogramma d’Oro Campus) ed all’organizzazione degli eventi speciali.

La puntata è iniziata subito con l’intervento di Marilisa Murgia la quale ha raccontato che Mente Locale Young nasce dal Festival Internazionale Mente Locale – Visioni sul territorio, giunto alla sua ottava edizione, entrambi organizzati da Carta Bianca APS. L’idea è nata dal fatto che, nel corso delle edizioni precedenti di quest’ultimo festival, sono stati presentati numerosi film provenienti dalle scuole che, per vari motivi, non sono stati selezionati in quanto non in linea con il tema della manifestazione, basato sul racconto del territorio attraverso l’audiovisivo. L’abbondanza di contenuti dei film provenienti dalle scuole li ha incuriositi a tal punto che, approfittando di un bando del MiC e del MIUR “Cinema per la scuola – Buone pratiche, Rassegne e Festival 2019”, hanno progettato un Festival dedicato esclusivamente ai ragazzi ed alle scuole. La progettazione ha subìto una modifica per la parte formativa, a seguito del lockdown, visto che il Festival era pensato per essere realizzato in sala e nelle scuole. A causa della pandemia, il Festival è stato posticipato dal 2020 fino a maggio 2021, con la speranza di poter proiettare almeno i film in sala. Non essendo stato possibile, sulla scorta dell’esperienza della scorsa edizione di Mente Locale, la manifestazione è stata re-inventata per intero on line attraverso la piattaforma Doc A Casa.

La parte formativa, costituita da una fase tecnico-teorica e dalla visione dei film iscritti, è stata svolta da due esperti come Roy Menarini, critico cinematografico e docente universitario e dal filmmaker, saggista e documentarista Riccardo Palladino, che, insieme ad Enza Negroni, regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica, hanno anche fatto parte della Giuria Senior. Hanno aderito al bando circa 700 scuole secondarie di I e II grado provenienti da tutto il territorio nazionale, isole comprese, che hanno fatto parte della Giuria Young, assieme alla Giuria Tunisina, composta da giovani giurati tunisini che hanno seguìto lo stesso percorso formativo dei giovani studenti italiani e hanno valutato i film in concorso con i sottotitoli. Per quanto riguarda poi la partecipazione, Marilisa Murgia ha aggiunto che sono state iscritte al concorso 141 opere delle quali ne sono state selezionate 14.

E’ poi intervenuto Giulio Giunti che ha evidenziato quanto sia stata dura e complessa la selezione in considerazione della qualità alta delle opere iscritte, grazie anche alla probabile supervisione di Tutor specialistici. Hanno partecipato opere a soggetto e documentari, con registri e stili ben diversi, nel rispetto del tema imposto dal bando, ossia “il racconto del territorio”. Le opere selezionate sono in buona parte documentari, con qualche opera a soggetto, nelle quali prevale lo sguardo sul proprio territorio visto con ottiche diverse.

C’è chi si è posto la domanda “restare o partire?“, come ad esempio Movida e Adovest – Andare o restare, realizzati rispettivamente dal Liceo G. dal Piaz di Feltre (BL) e dal Liceo Pascalino di Marsala (TP); altri hanno raccontato le proprie città con la modalità della video poesia, come La mia città della Scuola Media “N. Zingarelli” di Bari, oppure rappresentando luoghi decadenti, o abbandonati, del proprio territorio, come Paesaggi al limite del Liceo Artistico Marco Polo di Venezia sull’ex Ospedale al Mare al Lido di Venezia, o Cinema Roma dell’Istituto Comprensivo n. 1 di Sinnai (CA), ed ancora storie di denuncia come Statale 106 dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Malafarina” di Soverato (CZ) che ha raccontato la vituperata storia della Statale 106, chiamata la strada della morte per i numerosissimi incidenti mortali avvenuti su quel tratto (sotto una galleria di immagini dei corti in concorso).

Riguardo, poi, alle opere a soggetto, Giulio Giunti ha parlato di So’ Vivo dell’I.S.I.S. Rosario Livatino di Napoli, che racconta la storia di un ragazzo sordomuto della provincia di Napoli che sogna il mare e lo va a cercare, di Ghineka Grinka (Donna Grinka) dell’Istituto Comprensivo Martano con Carpignano e Serrano di Lecce, ispirato ad un libro di una scrittrice inglese che alla fine del ‘800 fece un viaggio nella gricìa salentina (sotto le immagini di altri film in concorso).

Mente Locale Young si terrà dal 3 al 8 maggio a partire dalle 10,00 sulla piattaforma docacasa.it nella pagina Facebook del Festival Mente Locale. Sono previsti il Premio Young, assegnato dalla omonima Giuria, il Premio della Giuria Senior, il Premio Migliore Recensione, assegnato dalla Giuria Senior sulla base delle recensioni dei film in concorso realizzate da gruppi di studenti della Giuria Young, e il Premio del Pubblico, quest’ultimo assegnato dal pubblico che assisterà al Festival on line.

Marilisa Murgia, in conclusione, ha ringraziato i docenti delle scuole partecipanti per la disponibilità dimostrata, nonostante il periodo di chiusura a seguito della pandemia.

Infine, dopo una breve clip dedicata all’edizione 2019, si è passati a parlare dell’ottava edizione di Mente Locale – visioni sul territorio, che si svolgerà, possibilmente in presenza, nel prossimo mese di novembre.

Chi volesse visionare l’intera puntata potrà collegarsi alla pagina Facebook del Fotogramma d’Oro Short Film Festival, Sezione Video.

Art’è … riciclo

Art’è … riciclo è il primo di una serie di incontri organizzati dallo staff del Fotogramma d’Oro Short Film Festival che hanno per oggetto l’Arte. Traendo ispirazione dal Cinema, ogni giovedì alle 18,30, in diretta streaming dalla pagina Facebook del Festival, si dibatterà su vari temi con la partecipazione di Artisti ed Esperti del settore di interesse.

Alla prima puntata del 22 aprile hanno partecipato gli artisti Mauro Martini, Fabio Pilato e Piero Serboli. Lo storico dell’arte Giampaolo Chillè ha condotto la puntata, che è iniziata con la visione del breve reportage “Mauro Martini, l’alchimista che trasforma i rifiuti in arte”, realizzato nel 2004 da Carlo Bonadeo.

A seguire Francesco Coglitore, presidente della Federazione Nazionale Cinevideoautori e direttore artistico del festival Fotogramma d’Oro, ha introdotto la puntata, sottolineando che l’evento, che coincideva con la Giornata mondiale della Terra, dedicata quest’anno al ripristino degli ecosistemi, voleva essere un piccolo contributo al tema del giorno “parlando di come i rifiuti, quali plastica, metalli, vetro, legno, carta, tessuti, destinati ad essere gettati, possano, invece, diventare anche opere d’arte, grazie alla creatività e alla fantasia di alcuni artisti”. Coglitore è passato quindi alla presentazione degli Ospiti (nella foto sotto da sinistra, in alto Coglitore, Chillè e Martini, in basso Serboli e Pilato).

L’incontro si è rivelato estremamente interessante dal punto di vista qualitativo, anche perché i tre artisti intervenuti, pur occupandosi di ambiti e materiali completamente diversi, hanno evidenziato un’insospettabile comunanza di punti di vista e di buone pratiche nel gestire la realizzazione dell’opera.

Innanzitutto tutti e tre gli artisti hanno dichiarato di essere autodidatti e di avere trovato il loro percorso artistico quasi per caso. Inoltre, negli interventi, è emerso un rapporto particolare degli artisti con i materiali e gli oggetti trattati, un “dialogo” e l’attesa che gli stessi “parlino” e, in qualche modo, ispirino la creazione di una nuova opera. Gli ospiti hanno inoltre condiviso l’idea che questo tipo di arte non sia snob e rivolta ad un pubblico scelto e di élite, ma sia indirizzata a tutti e da tutti fruibile.

Mauro Martini (nella foto a sinistra) in particolare, ha raccontato di avere scoperto il materiale elettronico con cui realizza le sue opere in modo del tutto fortuito, smontando il suo vecchio computer, pur se la sua ricerca si è rivolta ad altri tipi di materiali ai quali, oltre a dare nuova vita, riesce a dare anche nuova forma; tutto ciò presuppone una ricerca ed uno studio che, come sottolineato da Giampaolo Chillè, distingue il creativo dall’artista. Il riciclo, per un artista, è infatti espressione della sua poetica, del suo modo di “sentire” e fare Arte, come un Alchimista che trasforma un oggetto banale ed insignificante, che apparentemente ha concluso il proprio ciclo di vita, in qualcosa di esteticamente gradevole, interessante ed artistico (nelle foto sotto alcune opere di Martini).

Come premesso da Giampaolo Chillè nella presentazione del secondo ospite, il riciclo artistico di Piero Serboli (nella foto a destra) non prevede modifiche del materiale, ma una rilettura spesso ironica ed allegorica, che stimoli alla riflessione su importanti temi sociali, come ad esempio la figura ed il ruolo della donna nella società, l’equilibrio ecologico, la salvaguardia dell’ambiente e del pianeta, la riflessione divertente, ma mai blasfema, sulla sacralità di “santi” e “reliquie”. Serboli ha anche sottolineato l’importanza del simbolo, e quindi dell’oggetto, in una composizione artistica, poiché esso «basta per costruire una storia, il segno nasce prima della parola ed è universale». La parola chiave per Serboli è familiarizzare con l’arte, sia per chi la pratica, sia per chi ne fruisce, auspicando una politica culturale che agevoli tale percorso (nelle foto sotto alcune opere di Serboli).

Emozionante e toccante la testimonianza di Fabio Pilato, artista e poeta del ferro (nella foto a sinistra), preceduta da un breve video a lui dedicato intitolato “Fabio Pilato e il raduno dei pesci dello Stretto di Messina”, realizzato da Fabio Messina e pubblicato su Facebook nel blog “Racconto di Sicilia”. L’artista ha sottolineato più volte che la malattia, che lo ha colpito e lo affligge da tempo, lo ha spinto a donarsi completamente all’arte, come ad una religione che lui professa con fede totale; per ben quattro volte il sogno e la visione di questa missione artistica gli hanno salvato la vita, con l’obiettivo di completare il “Museo del mare”, ossia la realizzazione di tutti i pesci dello Stretto di Messina a dimensione naturale, in ferro ed acciaio, che egli intende donare alla città di Messina. Il riciclo, nell’attività di Pilato, consiste nell’utilizzo di almeno l’80% di scarti di ferro di altri manufatti, ma le caratteristiche di questo materiale fanno sì che esso possa essere riutilizzato all’infinito con una lavorazione alta e fine, estremamente difficoltosa, motivo per cui le sculture in ferro non hanno avuto, nel corso del tempo, la meritata considerazione.

Da sottolineare la misurata e competente conduzione dello Storico dell’arte, prof. Giampaolo Chillè (nella foto a destra), che ha introdotto gli artisti, individuandone le caratteristiche peculiari, ed ha dialogato con loro in modo lieve e scorrevole, pur approfondendo le tematiche previste e dando il giusto spazio a ciascun ospite. Chillè, ironicamente, si è rallegrato del fatto di aver potuto finalmente dialogare con «artisti in carne ed ossa», dal momento che la sua attività didattica e di ricerca lo impegna prevalentemente ad occuparsi di «personaggi del ‘500 e ‘600 che non ci sono più da parecchi secoli».

Chi volesse visionare l’intera puntata potrà collegarsi alla pagina Facebook del Fotogramma d’Oro Short Film Festival, Sezione Video.

L’annus horribilis per i Festival del Cinema in Sicilia

Pubblichiamo di seguito la lettera aperta, che condividiamo interamente, inviata da Lorenzo Daniele, Presidente del Coordinamento dei Festival del Cinema in Sicilia (FCS) all’Assessore Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, Manlio Messina.

Spett.le
Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo
C.att.ne dell’Assessore Regionale, dott. Manlio Messina
Invio c/o PEC: assessorato.turismo@certmail.regione.sicilia.it

Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo
Dipartimento Turismo, Sport e Spettacolo
C.att.ne del Dirigente Generale, dott.ssa Lucia Di Fatta
Invio c/o PEC: dipartimento.turismo@certmail.regione.sicilia.it

Servizio 10 “Programmazione ed Attuazione
degli Interventi in materia di Cinema ed Audiovisivo”
C.att.ne del Dirigente Responsabile, Ing. Mario Lanza
Invio c/o email: mario.lanza@regione.sicilia.it

Oggetto: L’annus horribilis per i Festival del Cinema in Sicilia: annullamenti, assenza di certezze e l’irresolutezza della Regione.

Egregio Assessore Manlio Messina,
la Sicilia, terra ricca di storia e tradizioni, è luogo in cui da diversi decenni nascono manifestazioni cinematografiche a carattere nazionale e internazionale: un universo vario e composito di eventi tematici e non, che spazia dall’attenzione alla fiction a quella per i documentari, dai lungometraggi ai film brevi, dando spazio alle opere prime di giovani autori e omaggiando mostri sacri del cinema. Festival e rassegne cinematografiche garantiscono una programmazione culturale che copre tutto l’anno solare, contribuiscono a valorizzare i territori in cui si svolgono e generano un indotto turistico di indubbio valore: ogni euro pubblico destinato al comparto cinematografico, viene almeno triplicato nell’indotto creato. Il Cinema non vive di assistenzialismo, ma è un investimento sicuro e fruttifero, e questo è ormai dimostrato da studi e dossier accreditati.
Far quadrare i conti è sempre complesso, ma quest’anno è impresa impossibile: quella minima stabilità economica raggiunta grazie al Bando Festival emanato dalla Regione Siciliana – a cui si aggiungevano in alcuni casi gli sponsor privati e altri contributi pubblici – è minata dalla incredibile lentezza nell’arrivo di comunicazioni e pagamenti. Ad oggi non è stato ancora ultimato il processo di verifica delle istanze di rendicontazione dell’anno 2019 e conseguentemente alcuni festival non hanno ancora avuto l’erogazione del contributo, trovandosi nel paradosso di aver svolto l’edizione 2020 del proprio evento, senza la copertura economica garantita dall’edizione precedente. Va da sé che il sistema sta per cedere e la prospettiva è che degli oltre 30 festival cinematografici che si svolgono sul territorio siciliano, almeno la metà rischiano di chiudere il prossimo anno, generando un danno economico, e ancor prima culturale, senza precedenti.
Già a partire dal mese di marzo, in pieno lockdown, il Coordinamento ha chiesto, con una nota indirizzata al Suo Assessorato, una accelerazione dei tempi per la liquidazione dei contributi 2019 e per la valutazione delle istanze 2020. In mancanza di una risposta Le abbiamo chiesto, e Lei ha gentilmente concesso, un incontro via Skype e successivamente abbiamo intrattenuto scambi telefonici ed email con gli Uffici del Servizio 10. L’unica risposta che abbiamo ricevuto è relativa al fatto che gli uffici regionali, e in particolare quelli dell’Assessorato al Turismo, sono sotto organico e i pochi dipendenti non riescono a gestire tutto in tempi brevi.
Ma è possibile accettare che un ufficio regionale formato da un dirigente, due funzionari direttivi, due istruttori direttivi e un operatore (fonte: sito istituzionale della Regione Siciliana), ad oggi non abbiano concluso l’istruttoria di sole 15 rendicontazioni che sono pervenute sui loro tavoli già a gennaio dell’anno in corso? È accettabile che solo lo scorso 8 settembre sia stata nominata, dopo numerose nostre sollecitazioni, la Commissione di Valutazione per le istanze 2020, anche queste pervenute al Servizio 10 ad inizio anno?
E ancora, quali sono le strategie dell’Assessorato nel campo della promozione cinematografica per il 2021 e per gli anni a venire, considerato che siamo ormai giunti a fine anno e nulla si sa di fondi e dotazioni finanziarie relative alle prossime annualità? Negli ultimi
5 anni i festival siciliani sono cresciuti di numero e di importanza, le esigenze sono mutate: i 400 mila euro annui messi a disposizione per questo comparto risultano ormai inadeguati. La Campania, regione che per numero di abitanti e festival presenti sul territorio è assai simile alla Sicilia, stanzia un milione di euro l’anno per la promozione cinematografica. Il Suo Assessorato, dott. Messina, sta prendendo in considerazione queste necessità?
Poniamo queste domande a Lei perché riteniamo che gli uffici del Servizio 10, a questo punto, siano assolti da ogni responsabilità. La scelta è ora politica e solo politica. Quanto l’Assessorato che Lei rappresenta crede nel comparto della Promozione Cinematografica? Quanto stanno a cuore al Suo Assessorato le centinaia di persone, per lo più giovani sotto i quarant’anni, che lavorano nell’organizzazione di oltre trenta manifestazioni cinematografiche in Sicilia?
Vogliamo pensare che queste siano domande retoriche e che Lei abbia tutte le giuste intenzioni del caso, visto il suo indiscutibile impegno politico nel settore della Cultura, già consolidato da anni di esperienza. Vogliamo pensarlo, ma ci servono risposte certe e soprattutto veloci. Al contempo vorremmo essere anche soggetti attivi, mettendo a disposizione il nostro know how, perché riteniamo che, come associazione di categoria, possiamo collaborare con la struttura politicoamministrativa specifica, in un clima di assoluta serenità e rispetto reciproco.
Per questo chiediamo un incontro urgente con il Suo Assessorato, con il Dirigente Generale dott.ssa Lucia Di Fatta e con il Dirigente del Servizio 10 Ing. Mario Lanza, al fine di definire le linee guida del prossimo Bando Promozione Festival e affrontare tutte le criticità del caso.
Crediamo che, in un anno oltremodo difficile come quello attuale, l’attenzione nel salvaguardare e tutelare i festival e le rassegne cinematografiche in Sicilia vada incrementato, al fine di tutelare un settore messo in ginocchio dalla situazione sanitaria generata dal Covid-19. La missione che festival e rassegne devono portare avanti è quella di ricondurre il Cinema nelle sale, tra il pubblico reale e garantirne la promozione; ma perché ciò accada è necessaria la continuità dei nostri eventi culturali, anche in una situazione critica e speciale come quella che stiamo vivendo, attraverso la massima collaborazione e intesa tra gli operatori del settore della promozione e le istituzioni ad essa preposte.
Abbiamo dimostrato con le nostre manifestazioni di essere rispettosi delle disposizioni imposte dai vari DCPM, ci siamo adattati in tempi brevi a quanto stabilito dalle direttive della Presidenza della Regione, abbiamo investito risorse economiche e umane nella realizzazione di festival in streaming, rinunciando, in alcuni casi, al nostro pubblico dal vivo, in altri vedendolo sostanzialmente contingentato. Lo abbiamo fatto perché crediamo nel nostro lavoro, crediamo nella forza della cultura, nella vitalità del Cinema. Ma adesso non resta più molto tempo. Abbiamo bisogno che la Politica ci dia risposte certe e celeri. E queste risposte le attendono anche le migliaia di siciliani che da anni ci seguono e costituiscono una grande risorsa per la nostra regione.
Cordiali Saluti.
Viagrande, 22/10/2020

Coordinamento dei Festival del Cinema in Sicilia
Il Presidente, Lorenzo Daniele


Appello del Coordinamento dei Festival del Cinema in Sicilia

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il Comunicato stampa diffuso dal Coordinamento dei Festival del Cinema in Sicilia al quale aderisce anche il Fotogramma d’Oro Short Film Festival. In proposito teniamo a precisare che, per l’anno in corso, la Direzione Artistica del Fotogramma d’Oro, di concerto con il Direttivo della Federazione Nazionale Cinevideoautori, ha deciso di sospendere l’organizzazione del Festival con l’auspicio di poterla programmare per il prossimo 2021.

Di seguito pubblichiamo il testo del Comunicato stampa.

CORONAVIRUS, FESTIVAL E RASSEGNE CINEMATOGRAFICHE TRA RINVII E INCERTEZZE
L’appello del Coordinamento dei Festival del Cinema in Sicilia alla Regione

Viagrande (CT), 20 marzo 2019 – I festival cinematografici ai tempi del Coronavirus rischiano di entrare anch’essi in quarantena. Con una lettera indirizzata al DipartimentoLogo FCS Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, il Coordinamento dei Festival del Cinema in Sicilia – associazione che racchiude oltre trenta manifestazioni a carattere cinematografico organizzate durante tutto l’anno sul territorio regionale – esprime preoccupazione per l’emergere delle prime criticità comparse in seguito all’emergenza pandemia Covid-19 che sta investendo il nostro Paese.

Le recenti misure prese dal Governo Nazionale con il DPCM dello scorso 11 marzo stanno avendo forti ripercussioni, dirette e indirette, su tutto il settore della promozione cinematografica. Si registra già la sospensione di alcuni festival programmati tra marzo e aprile, mentre le manifestazioni previste nel primo semestre dell’anno sono a rischio slittamento o annullamento. Non va meglio per gli eventi previsti nel secondo semestre, che accusano già la perdita delle entrate da sponsor privati – comprensibilmente provati dalla crisi delle ultime settimane – e paventano la riduzione o l’annullamento dei contributi da parte delle amministrazioni locali – che vedranno un inevitabile crollo del turismo e quindi di introiti (come la tassa di soggiorno) spesso riassegnati alle attività culturali.
Altra criticità riguarda la presenza nei festival di delegazioni artistiche di livello nazionale e internazionale, messa a rischio dalle conseguenze dell’attuale pandemia.

Alla luce di questi scenari del tutto probabili, il Coordinamento chiede al “Servizio 10 – Programmazione ed Attuazione degli Interventi in materia di Cinema e Audiovisivo” un acceleramento del processo di verifica delle istanze di rendicontazione del Bando Festival e Rassegne Cinematografiche anno 2019 e la conseguente erogazione del contributo stanziato, che darebbe ai festival un respiro economico utile per programmare attività future; chiede inoltre di velocizzare la procedura amministrativa relativa all’istruttoria sulle istanze di cofinanziamento per l’anno 2020.

In una situazione nuova e inaspettata in cui tutti sono chiamati alla responsabilità della quarantena per limitare le possibilità di contagio, la chiusura delle sale cinematografiche e la sospensione di tante attività collegate hanno spinto gli spettatori a fruire il cinema in maniera alternativa, dagli schermi di casa e attraverso la rete. Oggi più che mai la funzione sociale del cinema è imprescindibile: lo dimostrano i numerosi accessi ai portali dedicati e le molteplici iniziative di divulgazione cinematografica che in queste settimane Enti e Associazioni stanno sperimentando online con enorme successo.

Lorenzo DanieleLorenzo Daniele (nella foto a fianco), presidente del Coordinamento, a tal proposito dichiara: “La missione che festival e rassegne devono portare avanti è quella di ricondurre il cinema nelle sale, tra il pubblico reale; per questo è necessaria la massima collaborazione e intesa tra gli operatori del settore della promozione e le istituzioni ad essa preposte. In un momento così delicato, solo restando uniti andrà tutto bene: siamo certi di trovare piena comprensione nelle istituzioni di riferimento”.

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“The Divine Way” di Ilaria Di Carlo a Corti … Incontri 2020

Il quinto appuntamento di “Corti … Incontri 2020” è con “The Divine Way” (La via divina) di Ilaria Di Carlo (il poster nella foto sopra) alla sede del Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala di Messina in Via Legnano n. 32.

Le proiezioni si svolgono il primo martedì di ogni mese alle ore 19,00. Come di consueto, dopo la visione del corto segue un dibattito tra i presenti.

Ilaria Di Carlo registaThe Divine Way, della durata di 15 minuti, è stato realizzato in Germania nel 2018, con la regia di Ilaria Di Carlo (nella foto a fianco) che è anche la protagonista.

Ilaria Di Carlo vive e lavora a Berlino. E’ un’artista visiva che lavora nel campo del cinema, della scenografia e delle arti dello spettacolo. Si è laureata in scenografia alla Fine Arts Academy di Roma e ha conseguito un Master presso il prestigioso College of Art di Central Saint Martin a Londra. Successivamente ha studiato produzione cinematografica digitale presso il SAE Institute di Berlino.
Dal 2011 lavora come attrice e come scenografa, tecnico delle luci e costumista per il teatro e il cinema. La sua filmografia comprende i cortometraggi The Black Book of L., In Search of Lost Time, girati nel 2017, e The Divine Way, quest’ultimo girato in cinquanta diverse location in Germania. Ilaria Di Carlo è attualmente impegnata nella scenografia di un lungometraggio che si sta girando a Berlino.

La sinossi: “Il sentiero per il paradiso inizia all’inferno” – Dante Alighieri. Liberamente ispirato alla Divina Commedia di Dante, The Divine Way accompagna gli spettatori nell’epica discesa della protagonista attraverso un labirinto infinito di scale. Mentre la donna scende più in profondità, le scale si mutano e viene intrappolata e trascinata nel loro paesaggio pericoloso, conducendoci attraverso più di cinquanta luoghi magnifici.

Il corto (sopra alcune foto di scena), presentato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019, ha ottenuto il Premio Speciale per la Scenografia «per la labirintica gestione dello spazio in cui la regista, impareggiabile location manager al servizio di se stessa, esplicita l’ispirazione dantesca attraverso una memorabile ricerca visiva».

Appuntamento, quindi, a martedì 3 marzo alle 19,00 nella sede del Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala, via Legnano n. 32 a Messina.

Dopo la proiezione seguirà il dibattito. Ingresso libero.

 

La violenza di genere è il tema della prima edizione dell’ “Adolfo Celi CIRS Messina Short Film Festival 2020”

Promotrici dell’iniziativa sono le associazioni messinesi C.I.R.S. (Comitato Italiano Inserimento Sociale) e Sostieni un paziente a distanza, con la collaborazione della F.N.C. Federazione Nazionale Cinevideoautori, che organizza a Messina il Fotogramma d’Oro Short Film Festival, giunto alla 51esima edizione.

“Violenza di genere” è il tema del concorso, riservato a cortometraggi la cui durata non dovrà superare, preferibilmente, i 10 minuti (titoli di testa e di coda compresi).
I cortometraggi potranno essere realizzati anche con smartphone e dovranno avere come argomento la violenza di genere in tutte le sue forme. Ogni autore potrà presentare fino ad un massimo di due corti.
Termine ultimo per l’iscrizione è il 15 maggio 2020.
I file delle opere da iscrivere al concorso e la copia del Modulo d’iscrizione, debitamente compilato e firmato, dovranno essere inviati esclusivamente tramite WeTransfer, o supporti similari, alla seguente mail: sostieniunpazienteadistanza@gmail.com. Alla mail potranno essere allegati eventuali foto di scena e del regista.
Per maggiori informazioni e/o chiarimenti è possibile consultare e scaricare il Bando integrale riportato in fondo all’articolo, insieme al file del Modulo di iscrizione.

Vi diamo ora qualche informazione sulle associazioni promotrici del Festival.

CIRSLa nascita del C.I.R.S., allora C.I.D.D. – Comitato Italiano di Difesa morale e sociale della Donna, risale al 16 febbraio 1950, quando un gruppo di donne politicamente attivo fondò il C.I.D.D. con l’obbiettivo primario di studiare le condizioni reali delle “case chiuse”, sostenendo il progetto di legge che ne stabiliva l’abolizione e contestualmente prevedeva l’assistenza alle donne che decidessero di “cambiare vita”. La suddetta legge fu approvata nel 1958 e divenne nota col nome di “Legge Merlin”.

La Sede Provinciale di Messina, già operativa dal 1957, fu costituita ufficialmente nel 1959; a presiederla fu nominata la Sig.ra Maria Celeste Celi Curatolo, la quale si impegnò a costituire una rete di rapporti sociali, coinvolgendo forze socio-culturali, politiche e religiose cittadine, per programmare tutte quelle attività volte al recupero di donne in stato di disagio.
L’obiettivo prioritario fu quello di restituire alle donne in difficoltà quella dignità morale che esperienze di vita complesse avevano messo in crisi. L’opera di assistenza si è svolta inizialmente con interventi sul territorio, nei quartieri sottosviluppati della città.

Maria Celeste CeliIl C.I.R.S. Messina, presieduto da Maria Celeste Celi (nella foto a fianco), ha istituito la “Casa Famiglia” per donne e minori in situazioni di rischio sociale e la “Casa rifugio“, ad indirizzo segreto per donne e minori vittime di violenza. Il progetto scaturisce dall’esigenza di rispondere in maniera concreta alle urgenze di donne e minori vittime di violenza fisica e psichica, che necessitano di immediata accoglienza in regime di protezione e non.
E’ fondamentale garantire a chi subisce violenza la possibilità di sfuggire a tale fenomeno, aiutando la donna a ricostruire la propria vita e la propria dignità come persona, liberandola dall’oppressione, dalla paura … dal “silenzio”.

L’associazione Sostieni un paziente a distanza, invece, è stata costituita a Messina nel 2016 su iniziativa di Donatella Lisciotto, (nella foto sotto) Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, socio fondatore e Segretario scientifico del LaboratorioFullSizeRender Psicoanalitico Vicolo Cicala di Messina e portato avanti dagli psicologi Letterio Gatto, Marco Liotta, Cinzia Musicò, Dayana Raffa e Fabrizia Strangio. Il progetto dell’associazione Sostieni un paziente a distanza è rivolto alle persone in stato di difficoltà psichica e sociale che, pagando un contributo simbolico di 2 euro, potranno ricevere sostegno psicologico. L’obiettivo è di dare la possibilità anche a coloro che appartengono alle fasce socio-economiche più svantaggiate di usufruire della cura psicologica. ll progetto Sostieni un Paziente a Distanza ricopre un ruolo interessante anche da un punto di vista culturale e preventivo. Favorire la cura psicologica anche alle persone in difficoltà economica o a basso reddito si traduce in un miglioramento culturale a vantaggio della collettività.

SostieniIl progetto è attuato mediante la sottoscrizione, da parte di donatori, di contributi liberali e l’organizzazione di attività ed eventi culturali. I fondi raccolti sono destinati a coprire i costi della macchina organizzativa del progetto, ovvero il lavoro degli psicologi coinvolti.
In particolare, i fondi serviranno alla realizzazione di un supporto psicologico individuale a cadenza settimanale e di laboratori espressivi di gruppo.

Nel progetto s’intrecciano pertanto due priorità, quella di dare alla singola persona l’opportunità di riscattare il proprio benessere e quella di promuovere le competenze di giovani professionisti motivati a fare la propria parte per una società migliore.
Il riconoscimento della dignità del singolo individuo, attraverso il suo bisogno di benessere, è progresso civile.
Dare ai giovani psicologi la possibilità di operare nel loro settore consente una crescita professionale e dunque culturale, che dal singolo si estende all’intera comunità.

Siamo certi che saranno numerosi i corti partecipanti, per il valore sociale dell’iniziativa e per l’attualità del tema da trattare.

L’iscrizione dei corti è gratuita.

Bando Celi SFF

MODULO ISCRIZIONE

 

 

 

“Rosso di sera bel tempo si spera” di Sabrina Pistone

«A volte la realtà supera la fantasia.
A volte, leggiamo storie di vita, talmente black, da sembrarci un film, scritto e arricchito dei particolari più suadenti!
Quando una storia supera il limite dell’ammissibile, per una difesa interiore, forse la consideriamo un bel copione da teatro! Non è facile poter dire con estrema verità quello che una donna subisce in quelle famose “quattro mura di casa”. Il mio scritto “Rosso di sera bel tempo si spera” non è altro che ispirato a una storia vera: La mia!» Così ha risposto Sabrina Pistone (nelle foto) alla nostra domanda su quale film le avesse ispirato lo scritto che di seguito pubblichiamo.

IMG-20200209-WA0006Attualmente Sabrina sta lottando contro un “mostro” che certamente sconfiggerà con l’energia del suo essere La vita! Durante l’incontro avuto qualche giorno fa, ci ha anche detto che si può scrivere ogni cosa di lei, ed ha aggiunto, «perché è figlia della verità, che è la cosa che più mi interessa e per la quale lotto!».

Sabrina, oltre ad essere una bravissima disegnatrice e pittrice, allieva del pittore Piero Serboli, è anche una valida scrittrice, a tal proposito, nel corso del nostro incontro, ci ha rivelato che sta scrivendo un libro che presto pubblicherà.
Sabrina ci ha ancora raccontato: «Ero una giovane ragazza, dal cuore limpido e puro, dai sentimenti intatti e nutriti con cibo sano e perle di saggezza di mio padre!
Vivevo a Bologna, era l’anno 2007, studiavo Storia dell’Arte al famigerato DAMS! Ero tutta sogni e libertà! Non avevo mai respirato tanta libertà e quando questa lascia il posto all’innamoramento, inizia un duello interiore che fa a pugni con un sentimento antico, quale l’amore. L’amore arrivò e scombussolò la mia quiete e il mio sentiero felice e spensierato. Un uomo, un amore malato, si insediavano nella mia vita come una serpe furba e furibonda! Ben presto, mi trovai in una trappola chiamata “storia d’amore”, ma dell’amore vero, vi era ben poco: paranoie inaudite e feroci come belve, ossessioni allucinanti, possesso e gelosie prive di fondamenta, torture mentali che spaccavano in due il mio intelletto, un 50% di residuo di lucidità contro un 50% di offuscamento della realtà eIMG-20200209-WA0002 plagio da parte di un uomo che aveva smarrito, forse da tempo, quel bel concetto e valore che tutti chiamano Amore! Lui, il Signor Amore, non lo conosceva affatto, conosceva la distorsione dello stesso: confondeva la bellezza con la bruttura, ossessionato e ossessionante, infondeva paura, spesso terrore, provocava e umiliava, sconosceva il diritto di libertà della donna, il mio! Mi ha schiaffeggiata con violenza, mi ha sbattuta al muro afferrando i miei bellissimi capelli, mi ha messo le mani alla gola, per poi allentare la presa. Forse un angelo mi ha salvata! Mi ha “amata” e mi ha odiata! Mi ha trattata come una scopa inutilizzata e mi ha coccolata come una delle più belle principesse. Mi ha apprezzata per la mia cucina sicula, e mi ha disprezzata per la mia solarità (anch’essa sicula) a suo avviso troppo audace ed esuberante. Ha inventato film, ha creato personaggi inesistenti, ha dato vita a fantasmi e a idee assurde, ha violato la mia bellezza, ha assassinato i miei sogni di giovane ragazza, ha annientato i miei rapporti umani, ha fatto tabula rasa attorno a me, ha dato fuoco in un grande falò ai miei obiettivi e IMG-20200209-WA0005ai miei giorni felici, al mio cuore disintegrato e al mio animo lacerato. Ha giocato con i miei sentimenti in un rimbalzare di folli considerazioni, e amava e odiava, e amava e distruggeva la mia mente. La sua violenza psicologica ha fatto di me una carta stropicciata, tagliuzzata, lasciata nell’angolo di una stanza che profumava di “Roma uomo”. Ho conosciuto la violenza del corpo e ancor più la violenza perpetuata dell’anima. Quest’ultima ci ha messo 10 anni a risorgere dalle sue ceneri. Un giorno ho visto volare in alto nel cielo una bella Fenice che planava in piena libertà».

A conclusione del nostro incontro, Sabrina Pistone ci ha consegnato il suo scritto intitolato “Rosso di sera bel tempo si spera” che integralmente di seguito trascriviamo.

«Rosso!
Ho sempre trovato affascinante e mistica la sua intensità, quella che attrae lo sguardo, quella che fa volare il desiderio verso un gioco passionale intriso d’amore, d’amore sì!
L’eleganza di un Rosso Valentino. IMG-20200209-WA0009
Rosse scarpe ben in vista nelle lussuose vetrine delle città. Rosso, il Red carpet che si srotola tra un trasloco e l’altro del cuore. Di rosso carminio dipingo un soldatino.
Rosso … tu fai sognare … e fai tremare. L’intensità di uno schiaffo colora il mio viso, la rabbia si tinge di rosso, il sangue sporca l’anima e le bianche lenzuola profumate. Non c’è più fascino, non c’è amore, non c’è idillio, non c’è pace in questo nido di rovi. “Sbatto” contro una porta, Noo! È stato il vento a chiuderla sul mio dolce viso. Le sue mani fremono contro la mia pelle delicata. La sua ira, come quella di Achille, ha travolto il mio corpo che per “sbaglio” per un tappeto piegatosi su se stesso, mi ha fatto inciampare nelle sue luride mani piene di sporca virilità.
Mi rivolgo a te: tu non sei una donna, tu sei un “gigante di menzogne”, tu racconti frottole al tuo uomo.
Lui ti ama, lui ama tutto di te: ama i lividi che ti ha disegnato sulla pelle bianca; ama quel buco fra i capelli che con “cura” ha estirpato; ama le bruciature che ti ha provocato come un suino marchiato a fuoco.
Ama di te i tuoi sogni infranti, le tue amiche svanite nella nebbia, ama di te il tuo insolito modo di abbracciarlo … hai risvegliato il suo demone. Ama di te la tua voce tremante, quando i suoi occhi infuocati ti saettano il cuore. Ama il tuo terrore espanso in tutta la stanza. Ama di te le corse forsennate verso il telefono che mai raggiungerai, perché arriverà prima di te il mostro. Ama di te il tuo freddo sudore, ne sente il brivido quando scivoli sul gelido pavimento di marmo …
Tu non sei una donna, ti sussurra! Tu esisti perché io ti dono la possibilità di essereIMG-20200209-WA0010 qualcuno, nella vita, nella società (dalla quale ti isola, il meschino) … non credere di valere qualcosa senza me accanto, tu non sei nessuno! Ulisse ingannò Polifemo, tu donna non ingannerai mai il tuo uomo con i tuoi modi dolci … con la maglietta della Croce Rossa addosso, non salverai nessuno. Lui ha fame di te. Ti divora il cuore e l’animo come un cannibale che mastica le tue emozioni perdute. Il tuo corpo si sgretola, deperisce, si spegne piano piano, lentamente muore. Ha sete del tuo spirito luminoso, lui non conosce la luce, e così vaga nel buio e nel gelo del suo essere, come un lupo mannaro. Con le mani avvinghiate al tuo collo, ti “ama” e ti odia, ti respira e ti punisce, ti possiede e ti butta via, accartocciata in un angolo dove ride come un joker e si beffa di te. Ti chiede umilmente scusa, si gongola nella sua tormentata follia d’amore.
Una vocina, ti suggerirà che è un amore malato. Sei fragile donna e credi ancora alle favole. Che tenerezza che mi fai, ti vedo sai, piegata in due dal dolore con le tue mani incollate alIMG-20200209-WA0001 viso per non vedere più dolore e le gambe bastonate, che zoppicano in quel desiderio di rivalsa. Vedo i tuoi occhi spenti donna, e il tuo respiro affannato che anela aria di libertà. Sei consapevole che ha trafitto la primavera più bella del tuo vivere? Possiedi un minimo di lucidità che ti consente una fuga d’Egitto, degna di un velocista che sta tagliando un traguardo?
Donna, amica della mia natura selvaggia, ti suggerisco una corsa, che alleggerisca il peso che porti nel cuore.
Corri, veloce, fuggi, scappa, scappa, scappa via da lui e da te, quella te, che ha bisogno solo di RISVEGLIARSI, di abbracciare la vita, di vedere la bellezza fuori da quelle finte pareti di carta dove tutto odora di morte … fuori, dove il sole ti scalda, il vento ti accarezza e tu donna, vestita con un abito rosso, pedalando in bicicletta non rinunci alla vita ma la onori con la tua scelta d’amore verso te stessa!»
Sabrina Pistone (in Arte JORA)