Il cinema di Mauro Mingardi a Corti … Incontri.

Le mosche di Mauro Mingardi (nella foto sopra) è il titolo del cortometraggio che sarà proiettato in occasione del quarto appuntamento di Corti … Incontri, martedì 4 febbraio al Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala. La proiezione sarà preceduta da un intervento via Skype della dott.ssa Marzia Toscano, studiosa di Mingardi e regista, insieme a Davide Rizzo, del documentario Un western senza cavalli, di cui parleremo più avanti.

Il corto (foto a fianco), realizzato in pellicola 8mm tra il 1970 e il 1971, è un horror psicologico cheLe Mosche narra di un bizzarro restauratore di vasi che ha la malsana mania di collezionare e seviziare mosche ed insetti di vario tipo. Un giorno una vicina, per la quale l’uomo prova una particolare attrazione, si reca da lui per riparare un vaso che ha rotto. L’uomo è talmente sovraeccitato che non si accorge di offrirle del veleno, anziché dell’acqua.

Mauro Mingardi, premiato sia in Italia che in ambito internazionale, è uno degli autori più conosciuti ed apprezzati nell’ambiente amatoriale e semi-professionale cinematografico bolognese.
Il regista entra in contatto con il cinema sin da bambino quando va a vedere Biancaneve della Disney, la cui visione provoca in lui un piacevole stupore per i colori così accesi e per le fantastiche ambientazioni. Ma la fortuna di Mingardi si realizza quando, nell’estate del 1953, in una Bologna afosa e in piena ricostruzione post-bellica, una limousine bianca attraversa i viali della città trasportando la star di Hollywood Yvonne De Carlo. La macchina si ferma a una pompa di benzina, ma la De Carlo ha solo dei dollari che il benzinaio rifiuta a fronte del rifornimento effettuato. La diva, allora, propone di barattare il pieno di benzina con una cinepresa Keystone 8mm. Il benzinaio accetta.

CinepresaNon si saprà mai il motivo per cui Yvonne De Carlo fosse a Bologna, di certo si sa solo che cinque anni dopo il giovanissimo Mauro Mingardi inizia ad utilizzare proprio quella macchina da presa, ereditata dallo zio Vasco Pasini il quale, a sua volta, l’aveva ricevuta dal benzinaio, suo amico.
L’attività produttiva di Mingardi inizia nel 1958 quando, dopo aver studiato la meccanica della cinepresa e aver appreso le basi della tecnica di ripresa, si cimenta nei lavori a soggetto con il suo primo film intitolato L’oro maledetto. La curiosità è davvero tanta e il giovane Mauro non esita a coinvolgere amici e parenti nelle sue sperimentazioni. Con pochi ed elementari mezzi, con un budget quasi inesistente, ma con l’aiuto pratico degli amici, inizia quel percorso che lo avrebbe presto portato ad essere riconosciuto ed apprezzato in Festival nazionali ed internazionali.

È il 1970 quando Mingardi con Il tempo nel muro (nella foto sotto) vince il FestivalIl Tempo nel Muro Internazionale di Rapallo, superando Roberto Rossellini ed Ermanno Olmi. Un traguardo impensabile per un autore sconosciuto ai più, un cineamatore che non volle mai allontanarsi da Bologna e dal suo quartiere, la Cirenaica, dove lavorava come falegname coltivando al contempo la sua più grande passione, quella della pellicola, e trasformando la via Emilia nella sua personalissima Hollywood.

Nel 1977 Mingardi abbandona le sue cineprese 8mm per una Canon Zoom DS8 (nella foto a fianco) e inizia a Canon Zoom DS8girare in questo formato. Il doppio Super8 è una derivazione del Super8, che offriva maggiori informazioni rispetto al 8mm in quanto la superficie su cui si imprimevano le immagini era più larga. Mingardi decide di usare il doppio Super8 che aggiunge una difficoltà rispetto al semplice Super8, in quanto la pellicola viene impressa prima da un lato, poi, al buio, bisogna girare dall’altro lato la bobina per poterne imprimere il secondo lembo. I film che Mingardi (nella foto sotto sul set) gira dal 1977 in poi in doppio Super8 mostrano l’evoluzione percettiva e professionale dell’artista tanto che si fatica a definirlo ancora un cineamatore.

Mingardi

Le fasi di maturazione del linguaggio espressivo di Mingardi possono essere così fissate: i primi anni del 8mm come quelli della presa di coscienza del mezzo e della sperimentazione; la seconda metà della fase 8mm identifica gli anni di transizione e della strutturazione dello stile; ed infine gli anni del Super8 nei quali si esprime la sua reale maturazione cinematografica.

Con l’utilizzo del Super8 Mingardi sperimenta il medio e lungometraggio con VitaVita di artista d’artista (foto a fianco) e i thriller Gli usignoli di Rellstab, Il fiore tra le rovine, Amore e cuore non fanno rima. La sua produzione si dilata nel tempo e compaiono i primi attori professionisti.
Dal 1990 Mingardi inizia ad avere seri problemi nel rinvenimento della pellicola doppio Super8 che sta lentamente scomparendo, prima ancora degli altri formati, per dare spazio al nastro magnetico. Girare in Super8 poi diventa sempre più complicato in quanto, nei Festival, per alleggerire i costi di acquisizione e proiezione, sempre più di frequente è richiesto il più maneggevole ed economico nastro VHS.

La storia filmica di Mauro Mingardi subisce quindi un rallentamento. Egli esprime perplessità nei riguardi del sistema video rispetto alla pellicola, manifestando dubbi ed incertezze sull’utilizzo del nastro magnetico invece della pellicola, pur riconoscendo l’improvvisa difficoltà nel reperimento del materiale. Riportiamo le sue parole: «Tutti i motivi pratici mi dovrebbero portare in questa direzione. Oltre ai precedenti si deve aggiungere la sempre maggiore difficoltà di reperire la pellicola Super8 (il bianco e nero in Mingardi 2Italia è scomparso da anni), i laboratori di sviluppo e stampa sono sempre meno numerosi, i ricambi per i proiettori e per la mia fedele Canon sono quasi introvabili, tuttavia la conversione (o meglio la resa) all’elettronica comporta anche una modifica dello stile del prodotto finale. Il montaggio non può essere così serrato come su pellicola e il sonoro necessita, per motivi di sincrono, di una dilatazione del “taglio” dell’immagine (almeno al livello di spesa in cui mi dovrei muovere). Bisogna allora pensare ad una organizzazione in piani sequenza in cui i personaggi vengono circuiti, avviluppati dalla telecamera ricreando tutti quei piani di ripresa che in pellicola ci vengono riproposti dal montaggio. […] Quante volte, terminata una ripresa, ho desiderato vedere subito come era venuta e quale resa si era riusciti a trasferire: il video lo consentirebbe! E’ certo che l’emozione, unica ed ogni volta ripetibile, di ritornare dal laboratorio di sviluppo con la bobina sotto braccio, accendere il proiettore e vedere con trepidazione le immagini che ho catturato sulla pellicola e che non mi sfumeranno più, sarebbe perduta per sempre».
Eclettico, ironico, pieno di talento, Mingardi ha raccontato attraverso il suo cinema visionario e sperimentale, che spazia dall’horror, al grottesco, dal thriller al sentimentale, uno stile espressivo apprezzato in più occasioni da grandi cineasti, come Rossellini e Olmi.
Mauro Mingardi è considerato un vero e proprio simbolo dai filmaker di oggi. Solo la morte, avvenuta nel 2009, ha interrotto drasticamente oltre cinquant’anni di appassionata attività nella quale ha realizzato una quarantina di film oggi custoditi a Bologna da Home Movies – Archivio nazionale del film di famiglia.

Nel 2017, due studiosi di Mingardi, Davide Rizzo e Marzia Toscano (nelle foto sotto), realizzano, come detto sopra, il film documentario intitolato Un western senza cavalli.

Mauro Mingardi – dicono Davide Rizzo e Marzia Toscano – ha catalizzato da subito la nostra attenzione. L’interesse che questo particolare filmmaker ha suscitato in noi prende le mosse dai racconti della sua vita passata, dalle sue avventure registiche, dai tanti aneddoti legati alla sua persona. Ascoltando le testimonianze di Mingardi ci è immediatamente venuta la curiosità di conoscere sempre più a fondo il modo di “fare cinema” di questo personaggio. Mingardi ha attraversato la sua vita con lo spirito del regista cinematografico, uno spirito tenace che gli ha permesso di fare film per cinquant’anni e di diventare uno dei cineamatori più interessanti d’Italia. Tutta la sua produzione colpisce nell’emozione, in essa troviamo replicati tutti generi cinematografici del cinema classico: western, thriller, noir, gialli, comiche, rivisitati in uno spirito unico e personale.

Un western senza cavalli rende omaggio all’avventura artistica e umana di Mingardi, un artigiano del cinema, che ha attraversato mezzo secolo di cineamatorismo, dal pioneristico 8 mm al Super8 alle moderne videocamere, realizzando più di quaranta opere tra lunghi e cortometraggi, e vincendo in tutta Europa decine di premi in festival dedicati a quello che allora veniva chiamato cinema amatoriale”.

PosterLa sinossi: In una radio della periferia di Bologna sta per andare in onda una trasmissione in onore dei cinquant’anni di carriera di un artista speciale e sconosciuto: Mauro Mingardi, filmmaker. Regista per passione, artigiano del legno di professione, sarà Mingardi stesso a raccontare al pubblico, attraverso la sua voce, gli incredibili numeri della sua particolare carriera. Pioniere ante litteram del filmmaking di oggi, Mingardi ha attraversato tutti i generi della cinematografia in modo unico e personale, tra cortometraggi western, lungometraggi grotteschi e filmati familiari ci ha lasciato una storia unica di passione e amore per il cinema. Ogni tappa della sua carriera è raccontata delle preziose testimonianze delle persone che hanno contribuito, con il loro supporto spassionato ed entusiasta, alla realizzazione dei film: amici intimi, parenti e collaboratori che hanno garantito, con la loro presenza, la salvaguardia di quell’aura di libertà, spensieratezza e creatività.

Al cinema di Mauro Mingardi è stata riservata una retrospettiva alla 50esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival svoltasi a Messina a maggio del 2018. In tale occasione è stato proiettato anche Un western senza cavalli, presente la regista Marzia Toscano.

Appuntamento a martedì 4 febbraio alle 19,00 nella sede del Laboratorio psicoanalitico Vicolo Cicala, via Legnano n. 32. Dopo la proiezione seguirà il dibattito. Ingresso libero.

 

 

 

 

 

Il programma di “Serate … in Corto” al CUS UNIME dal 3 al 5 gennaio 2020

Dal 3 al 5 gennaio 2020, a partire dalle 19,30, al Palazzetto della Cittadella Sportiva Universitaria, si svolgeranno le proiezioni dei corti selezionati espressamente per Serate … in Corto, nell’ambito della manifestazione Natale al CUS UNIME iniziata lo scorso 8 dicembre.

I corti sono tratti dall’Archivio digitale della Federazione Nazionale Cinevideoautori (F.N.C.), organizzatrice del Fotogramma d’Oro Short Film Festival, giunto alla 51esima edizione, la quarta messinese.

Sono in tutto 16 i corti che saranno proiettati nelle tre serate. Oltre alle produzioni italiane, sono state selezionate opere provenienti dall’estero, ossia da India, Libano, Afghanistan, IRAN, Svezia, Nuova Zelanda e Gran Bretagna.  Il Fotogramma d’Oro, infatti, negli ultimi anni, ha accolto pregevoli opere provenienti da Paesi nei quali è vietata la loro proiezione, in quanto espressione di temi considerati in contrasto con le politiche retrograde e persecutorie dei governi, tendenti a sopprimere ogni forma di espressione di ideologie contrarie e non allineate.

Alle serate, organizzate dalla F.N.C. con Diari di Cineclub (Media Partner), in collaborazione con il Laboratorio psicoanalitico Vicolo Cicala, Sostieni un paziente a distanza e Posto Occupato, interverranno Maria Andaloro (Posto Occupato), le dr.sse Roberta Cardia, Diletta La Torre, Donatella Lisciotto, Mara Siragusa e il dr. Corrado Randazzo (L.P. Vicolo Cicala).

L’attrice Rosemary Calderone sarà la presentatrice.

Ecco il programma. Ingresso libero.

Venerdì 3 gennaio 2020, ore 19:30
Immigrazione

Il mondiale in piazza – colore [15:00] 2018, Italia
Regia: Vito Palmieri
Cast: Giulio Beranek, Malich Cissè, Gianni Lillo, Franco Ferrante, Nicola Giustino, Pino Matera, Nicola Vacca.
Sinossi: Novembre 2017: la nazionale italiana non si qualifica al mondiale di calcio 2018.LOCANDINA_il mondiale in piazza
Ci sono persone che non possono sopravvivere senza la Nazionale da tifare, ciondolano nelle piazze sentendosi inutili e senza uno scopo. Nel sud Italia, un gruppo di ragazzi non si scoraggia e decide di organizzare un mondiale parallelo, da giocarsi in piazza, tra l’Italia e le altre nazionali composte da immigrati. Ma alcuni sono nati in Italia, e si sentono italiani al cento percento. Allora come si fa? La soluzione è una: giocheranno due Italia. E vediamo chi vince.
Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

 

Humam – colore [12:00] 2019, Italia
Regia: Carmelo Segreto
Cast: Aniello Arena, Miloud M. Benamara.
Photo 3 Humam_frame_FF3Sinossi: Humam è un immigrato algerino, costretto a fare i lavori più disparati in Italia per poter sostenere la sua famiglia, che vive lontana da lui. Un giorno, la sua più grande paura prende forma, trascinando l’uomo in un momento di terrore.
Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

Non è una bufala – colore [15:00] 2018, Italia
Regia: Niccolò Gentili, Ignacio Paurici
Cast: Piergiorgio Bellocchio, Gisella Burinato, Maziar Firouzi, Francesco Acquaroli.
Non è una bufala.jpegSinossi: Renzo, 40 anni, vive da solo in un appartamento che ha trasformato in una sorta di bunker. Da tempo non esce più di casa e l’unica sua fonte di sostentamento sono pizze e supplì che gli arrivano a domicilio. Convinto che il terrorismo di matrice jihadista sia sul punto di attaccare l’Italia, decide di farsi giustizia da solo inviando un pacco bomba all’Ambasciata dell’Arabia Saudita, nazione colpevole, secondo lui, di finanziare i terroristi. Non tutto filerà liscio come aveva previsto.
PREMIO SPECIALE PER LA SCENEGGIATURA per l’abilità e l’originalità con cui gli sceneggiatori imbastiscono una storia che fa riflettere su una tematica di cogente attualità attraverso un filo ininterrotto di intelligente ironia (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019).

Tulip – colore [14:59] 2018, Italia
Regia: Andrea Di Cicco
Cast: Cristina Donadino, Jonis Bascir , Fabio Massenzi.

TulipSinossi: Valeria è una donna sola. Vedova da cinque anni, per tenersi occupata frequenta la chiesa a fa volontariato. Valeria ha un figlio che però la va a trovare solo per farsi lavare la biancheria o per lasciarle il cane. Durante un pranzo sociale Valeria incontra Tulipe, un signore distinto di origini somale. Quando il figlio di Valeria scoprirà della loro unione il conflitto sarà inevitabile.
Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

Remember everything, to not forget anyone – colore [02:45] 2016, Italia
Regia: Paolo Caspani, Enrico Chiarugi.

Poster Marco_di_spalle_1Sinossi: Un uomo, camminando per l’isola di Lampedusa, recita i nomi delle vittime del 3 ottobre 2013. Si chiama Marco Pietrantuono ed è uno dei pochissimi italiani accertati come “ipertimesici” da un programma di ricerca dell’Università “La Sapienza” di Roma: si tratta di individui dotati di un’incredibile memoria autobiografica. Se i nomi delle vittime sono pronunciati da chi, in qualche modo, non potrà cancellarne il ricordo, ecco che quelle persone saranno simbolicamente vive per sempre.
Selezionato alla 50esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018.

19’35” – colore [11:00] 2017, Italia
Regia: Adam Selo

19'35''Sinossi: TOLOSA, 13 Novembre 2015
In un centro d’accoglienza per ragazzi provenienti da tutto il mondo, Baba e i suoi amici si preparano a guardare la partita Francia-Germania. Non sanno che l’amichevole rimarrà per sempre nella storia.
Selezionato alla 50esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018.

Sabato 4 gennaio 2020, ore 19:30
Violenza sulle donne e crisi adolescenziali

2nd Class – colore [13:52] 2018, Svezia – sottotitoli in italiano
Regia: Jimmy Olsson
Cast: Hannah Alem Davidsson, Mio Adermark, Jimmy Olsson Photo 3 Still_02_HP
Sinossi: Charlotte ha un nuovo lavoro come insegnante di secondo grado. Una notte viene attaccata da un nazista ed è gravemente ferita. Quando torna dai suoi studenti scopre che uno dei suoi studenti è il figlio di quel nazista.
FOTOGRAMMA DI BRONZO: per aver affrontato un tema attuale come il razzismo scegliendo una narrazione poetica e coinvolgente, la cui profondità evidenzia il valore della formazione scolastica e il ruolo dell’insegnante (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019).

Skin – colore – [16:51] 2017, Libano – sottotitoli in italiano
Regia: Inaam Attar
Sinossi: Skin è la storia di Aline, una ragazza di 17 anni che si ribella a sua madre che è anche la sua insegnante a scuola. La madre tratta ancora sua figlia come se fosse una bambina anche in classe di fronte agli studenti e provoca la sua reazione. La ragazza e la madre, a casa, avranno un intenso faccia a faccia. Skin
PREMIO SPECIALE DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE CINEVIDEOAUTORI Motivazione: La giovane regista Inaam Attar ci regala un film forte e sicuramente molto crudo ma modernissimo nella regia espressiva e nel linguaggio contemporaneo della narrazione incarnato da una fotografia straordinaria. Un film che non ha bisogno di dialoghi ma esprime con la pelle della protagonista la distanza generazionale e la scoperta del corpo di una adolescente tra il senso di colpa di una educazione puritana e il desiderio. Questo film riesce a restituire il dramma interiore che qui si racconta con una attenzione ai dettagli accurata che tende a evocare stati d’animo senza descriverli in modo stereotipato. È il corpo, perché di passione del corpo si tratta, il protagonista del film, un corpo di donna, difficile da accettare per convenzione, abitudine, pregiudizi. Film molto consapevole del linguaggio contemporaneo ma anche delle poetiche/politiche degli autori, molto vicino ad un cinema che ricorda la ricerca della nouvelle vague ma anche certo cinema contemporaneo d’autore. Sicuramente un cinema di cui abbiamo desiderio (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018).

Hyena – colore – [18:28] 2016, Italia – sottotitoli in italiano
Regia: Luca Elmi Hyena
Sinossi: può una madre perdonare l’assassinio di suo figlio? In un penitenziario federale del Kentuky, una madre e un condannato a morte rispondono.
Selezionato alla 50esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018.

La giornata – colore – [10:00] 2017, Italia
Regia: Pippo Mezzapesa
Sinossi: La storia di Paola Clemente, bracciante pugliese di quarantanove anni, morta di fatica sotto il sole nei campi del Sud, viene raccontata con le parole tratte dagli atti dell’inchiesta ai caporali che la sfruttavano e dalle donne che viaggiavano in pullman con lei.La giornata
PREMIO SPECIALE CINEMA COME IMPEGNO SOCIALE «per il racconto crudamente realistico, ma anche acuto e ricco di forza narrativa, spietatamente privo di artifizi scenici (le parole sono tratte dagli atti dell’inchiesta) che, attraverso la ricostruzione dell’ultima giornata di Paola Clemente, bracciante pugliese di 49 anni morta di fatica, ci descrive una drammatica realtà quotidianamente vissuta nelle nostre terre del sud» (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018).

Parru pì tia – colore [15:00] 2019, Italia – sottotitoli in italiano
Regia: Giuseppe Carleo
Cast: Miriam Dalmazio, Clara Salvo, Alessandra Pizzullo, Salvo Piparo, Giulio Corso,LOCANDINA PARRU PI TIA_TRE DONNE_10giugno2018.jpg Claudio Collovà, Domenico Lambetti e Francesco Caracausi.
Sinossi: Annachiara vive nella periferia di Palermo con la sua famiglia, sta aspettando il suo ex fidanzato per rivederlo un’ultima volta. Cerca invano di riconquistarlo ma la nonna le suggerisce un rito antico che potrebbe salvare le sorti di questo amore andato in frantumi.
FOTOGRAMMA D’ORO TRINAKRIOS «per il modo garbato e ironico con cui sviluppa una storia originale, basata su un ancestrale rituale magico, offrendo uno spaccato di certa realtà popolare, ancora presente nella nostra società» (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019).

Domenica 5 gennaio 2020, ore 19:30
Emarginazione/bullismo/omosessualità

The Red Bicycle – colore [11:00] 2018, Afghanistan – sottotitoli in inglese
Director: Fazila Amiri
Photo 1 TRB_FARZANA_STILL02_HPCast: Farzana Nawabi , Mahal Wak, Sadam Wahidy.
Sinossi: Mahal, una giovane donna afghana, imprigionata per “crimine morale” in una prigione femminile, organizza un’audace fuga per incontrare il suo amante prima di partire per la guerra.
Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

2 by 2 – B/N e colore – [15:06] 2017, Gran Bretagna – sottotitoli in italiano
Regia: Mark Playne
Sinossi: “C’è una linea sottile tra amore e odio”. Due pastori macho – uomini divisi dall’odio, dalla storia e da una barriera di confine nazionale – scoprono improvvisamente di avere la possibilità di essere gli ultimi due sopravvissuti di una catastrofe mondiale. Tuttavia, la loro sopravvivenza dipende da uno di loro che è abbastanza uomo da vestirsi da donna.

2 by 2PREMIO SPECIALE PER LA FOTOGRAFIA «per l’intensa capacità cromatica, volta a rendere con ironia, leggerezza ed intelligenza il racconto per immagini» (50esima edizione Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018).

Parvaz Mahiha – colore [14:38] 2018, Iran – sottotitoli in italiano
Regia: Mohammad Towrivarian

 

Sinossi: Il nuovo insegnante nel villaggio capisce che una delle sue allieve è l’unica della classe a non parlare. Una bruciatura di sigaretta è visibile nella sua mano.
Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

Sisak – colore [15:00] 2018, India
Regia di Faraz Arif Ansari
Sinossi: Sul treno che ogni giorno attraversa Mumbai, due uomini si avvicinano e si innamorano. I gesti, gli oggetti e i piccoli rituali sono più potenti delle parole. Un ritorno alle espressioni d’amore non dette, non dette e universali, sul sentiero della sottigliezza e dell’umanità, Sisak è il risultato della convinzione che se l’amore non conosce limiti, non è necessario che sia legato alle parole.
SisakPREMIO FOTOGRAMMA D’ORO CAMPUS «per la delicatezza con cui è stato trattato il tema di elevato impegno sociale e politico, per l’intensa emotività trasmessa, per la sceneggiatura, per la cadenza ritmica che fornisce al corto una sensazione poetica, e soprattutto, per l’eccezionale capacità espressiva degli attori» e PREMIO SPECIALE CINEMA È LIBERTÀ «per la forza delle immagini tese a raccontare un amore, oggetto di persecuzione, nel segno della forza, della sensibilità e della sintesi del linguaggio filmico» (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018).

Sparrow – colore [15:00] 2017, Nuova Zelanda – sottotitoli in inglese
Regia: Welby Ings
Cast: Merrick Rillstone, Matthew Arbuckle, Paul Glover, Tama Jarman, Geoff Houtman, Arthur Ranford, Tammy Lee.
Sinossi: Sparrow è la storia lirica di un ragazzino che crede di poter volare. Tuttavia, laPoster cb0cb45a27-poster sua vita è oscurata dalla leggenda di suo nonno che è morto, un eroe nella seconda guerra mondiale. Una notte scopre che la storia a cui suo padre si aggrappa così abilmente, è una bugia. Suo nonno era un omosessuale, che vedendo l’inutilità della guerra, disertò in segno di protesta quando il suo amante fu sparato nelle trincee dell’Egitto. Nel dipanare la verità dietro quello che è successo, il ragazzo scopre la forza di resistere ai bulli del suo mondo, in modo inaspettato.
PREMIO SPECIALE PER LA REGIA «per il visionario controllo della messa in scena, in cui la gestione delle ricercate componenti fotografiche e sonore non perde mai di vista la necessità del racconto e delle emozioni» (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019).