Dal 5 novembre parte la seconda edizione di Corti … Incontri 2019/2020

Vicolo CicalaIl Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala, in collaborazione con la Federazione Nazionale Cinevideoautori, organizza la Seconda edizione di Corti … Incontri 2019/2020 che si terrà a Messina nei locali dello stesso Laboratorio in Via Legnano n. 32 con ingresso libero. Il primo appuntamento è fissato per martedì 5 novembre alle ore 19,00, con la proiezione di

SHORT WAVE  regia di Mohamad Esmaeeli (IRAN) – 15′

Premio Speciale per la Migliore Fotografia alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019, con la seguente motivazione: per aver saputo magistralmente rappresentare, con la forza di inquadrature e cromie, la solitudine, la povertà e la precarietà dell’individuo, fino alle estreme conseguenze della sofferenza mentale.

Sinossi: Al mattino presto un operaio, stanco del lavoro notturno, torna a casa. Il discorso di un dittatore da un altoparlante in strada disturba il suo riposo. Decide di soffocare il rumore fastidioso come meglio può, ma …

MingardiNel programma di quest’anno, per il tema trattato, sono stati inseriti anche Le mosche (1970/71) e Vita d’artista (1981), due cortometraggi realizzati dal regista bolognese Mauro Mingardi (nella foto a fianco) al quale è stata dedicata una retrospettiva nell’edizione 2018 del Fotogramma d’Oro. I corti sono programmati, rispettivamente, per il 4 febbraio e il 9 giugno 2020.

Nella scorsa edizione si è dibattuto su immigrazione, omosessualità, caporalato, rapporti di coppia, problematiche adolescenziali, diversità … e tanto altro, affrontando, grazie alla presenza dei componenti del Laboratorio, le tematiche anche in chiave psicoanalitica.

Il tema di quest’anno è il disagio mentale, argomento che interessa particolarmente gli operatori del Vicolo Cicala. Premesso che, insieme alla condizione diDisagio mentale benessere, una quota di disagio è parte integrante di ogni esistenza, nei corti in programmazione saranno rappresentati, con chiavi espressive, stili e toni diversi, alcuni aspetti della condizione in cui si vive quando si avverte uno stato di sofferenza, connesso a difficoltà, di varia natura, negli affetti, nel lavoro, nella vita sociale, che comunque si presentano nella vita.

Corti … Incontri è il risultato di una proficua collaborazione, ormai consolidata da oltre un decennio, tra il Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala e la Federazione Nazionale Cinevideoautori che, da tempo, contribuiscono insieme alla diffusione a Messina del cinema breve, condividendo programmi, progetti, ricerca, idee ed esperienze.

I corti in programma sono tratti dall’Archivio Storico Digitale del Fotogramma d’Oro Short Film Festival, che si svolge a Messina dal 2016. Nell’Archivio, che dal 2017 si trova nella città peloritana, è custodita una buona parte delle opere presentate nelle passate edizioni del Fotogramma d’Oro, che ha avuto inizio nel 1958 a Torino.

L’evento, già dalla sua prima edizione, ha suscitato un particolare interesse, in quanto offre ai presenti l’opportunità di riflettere e dibattere sulle tematiche proposte dal corto in programmazione e promuove un vivace confronto tra le molteplici e variegate interpretazioni provenienti dalle diverse formazioni culturali e professionali degli intervenuti.

Il programma generale sarà pubblicato prossimamente.

Il primo appuntamento con Corti … Incontri è quindi per martedì 5 novembre alle 19,00 nei locali del Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala a Messina, Via Legnano n. 32.

Ingresso libero.

 

 

“Rosso di sera bel tempo si spera” di Sabrina Pistone

«A volte la realtà supera la fantasia.
A volte, leggiamo storie di vita, talmente black, da sembrarci un film, scritto e arricchito dei particolari più suadenti!
Quando una storia supera il limite dell’ammissibile, per una difesa interiore, forse la consideriamo un bel copione da teatro! Non è facile poter dire con estrema verità quello che una donna subisce in quelle famose “quattro mura di casa”. Il mio scritto “Rosso di sera bel tempo si spera” non è altro che ispirato a una storia vera: La mia!» Così ha risposto Sabrina Pistone (nelle foto) alla nostra domanda su quale film le avesse ispirato lo scritto che di seguito pubblichiamo.

IMG-20200209-WA0006Attualmente Sabrina sta lottando contro un “mostro” che certamente sconfiggerà con l’energia del suo essere La vita! Durante l’incontro avuto qualche giorno fa, ci ha anche detto che si può scrivere ogni cosa di lei, ed ha aggiunto, «perché è figlia della verità, che è la cosa che più mi interessa e per la quale lotto!».

Sabrina, oltre ad essere una bravissima disegnatrice e pittrice, allieva del pittore Piero Serboli, è anche una valida scrittrice, a tal proposito, nel corso del nostro incontro, ci ha rivelato che sta scrivendo un libro che presto pubblicherà.
Sabrina ci ha ancora raccontato: «Ero una giovane ragazza, dal cuore limpido e puro, dai sentimenti intatti e nutriti con cibo sano e perle di saggezza di mio padre!
Vivevo a Bologna, era l’anno 2007, studiavo Storia dell’Arte al famigerato DAMS! Ero tutta sogni e libertà! Non avevo mai respirato tanta libertà e quando questa lascia il posto all’innamoramento, inizia un duello interiore che fa a pugni con un sentimento antico, quale l’amore. L’amore arrivò e scombussolò la mia quiete e il mio sentiero felice e spensierato. Un uomo, un amore malato, si insediavano nella mia vita come una serpe furba e furibonda! Ben presto, mi trovai in una trappola chiamata “storia d’amore”, ma dell’amore vero, vi era ben poco: paranoie inaudite e feroci come belve, ossessioni allucinanti, possesso e gelosie prive di fondamenta, torture mentali che spaccavano in due il mio intelletto, un 50% di residuo di lucidità contro un 50% di offuscamento della realtà eIMG-20200209-WA0002 plagio da parte di un uomo che aveva smarrito, forse da tempo, quel bel concetto e valore che tutti chiamano Amore! Lui, il Signor Amore, non lo conosceva affatto, conosceva la distorsione dello stesso: confondeva la bellezza con la bruttura, ossessionato e ossessionante, infondeva paura, spesso terrore, provocava e umiliava, sconosceva il diritto di libertà della donna, il mio! Mi ha schiaffeggiata con violenza, mi ha sbattuta al muro afferrando i miei bellissimi capelli, mi ha messo le mani alla gola, per poi allentare la presa. Forse un angelo mi ha salvata! Mi ha “amata” e mi ha odiata! Mi ha trattata come una scopa inutilizzata e mi ha coccolata come una delle più belle principesse. Mi ha apprezzata per la mia cucina sicula, e mi ha disprezzata per la mia solarità (anch’essa sicula) a suo avviso troppo audace ed esuberante. Ha inventato film, ha creato personaggi inesistenti, ha dato vita a fantasmi e a idee assurde, ha violato la mia bellezza, ha assassinato i miei sogni di giovane ragazza, ha annientato i miei rapporti umani, ha fatto tabula rasa attorno a me, ha dato fuoco in un grande falò ai miei obiettivi e IMG-20200209-WA0005ai miei giorni felici, al mio cuore disintegrato e al mio animo lacerato. Ha giocato con i miei sentimenti in un rimbalzare di folli considerazioni, e amava e odiava, e amava e distruggeva la mia mente. La sua violenza psicologica ha fatto di me una carta stropicciata, tagliuzzata, lasciata nell’angolo di una stanza che profumava di “Roma uomo”. Ho conosciuto la violenza del corpo e ancor più la violenza perpetuata dell’anima. Quest’ultima ci ha messo 10 anni a risorgere dalle sue ceneri. Un giorno ho visto volare in alto nel cielo una bella Fenice che planava in piena libertà».

A conclusione del nostro incontro, Sabrina Pistone ci ha consegnato il suo scritto intitolato “Rosso di sera bel tempo si spera” che integralmente di seguito trascriviamo.

«Rosso!
Ho sempre trovato affascinante e mistica la sua intensità, quella che attrae lo sguardo, quella che fa volare il desiderio verso un gioco passionale intriso d’amore, d’amore sì!
L’eleganza di un Rosso Valentino. IMG-20200209-WA0009
Rosse scarpe ben in vista nelle lussuose vetrine delle città. Rosso, il Red carpet che si srotola tra un trasloco e l’altro del cuore. Di rosso carminio dipingo un soldatino.
Rosso … tu fai sognare … e fai tremare. L’intensità di uno schiaffo colora il mio viso, la rabbia si tinge di rosso, il sangue sporca l’anima e le bianche lenzuola profumate. Non c’è più fascino, non c’è amore, non c’è idillio, non c’è pace in questo nido di rovi. “Sbatto” contro una porta, Noo! È stato il vento a chiuderla sul mio dolce viso. Le sue mani fremono contro la mia pelle delicata. La sua ira, come quella di Achille, ha travolto il mio corpo che per “sbaglio” per un tappeto piegatosi su se stesso, mi ha fatto inciampare nelle sue luride mani piene di sporca virilità.
Mi rivolgo a te: tu non sei una donna, tu sei un “gigante di menzogne”, tu racconti frottole al tuo uomo.
Lui ti ama, lui ama tutto di te: ama i lividi che ti ha disegnato sulla pelle bianca; ama quel buco fra i capelli che con “cura” ha estirpato; ama le bruciature che ti ha provocato come un suino marchiato a fuoco.
Ama di te i tuoi sogni infranti, le tue amiche svanite nella nebbia, ama di te il tuo insolito modo di abbracciarlo … hai risvegliato il suo demone. Ama di te la tua voce tremante, quando i suoi occhi infuocati ti saettano il cuore. Ama il tuo terrore espanso in tutta la stanza. Ama di te le corse forsennate verso il telefono che mai raggiungerai, perché arriverà prima di te il mostro. Ama di te il tuo freddo sudore, ne sente il brivido quando scivoli sul gelido pavimento di marmo …
Tu non sei una donna, ti sussurra! Tu esisti perché io ti dono la possibilità di essereIMG-20200209-WA0010 qualcuno, nella vita, nella società (dalla quale ti isola, il meschino) … non credere di valere qualcosa senza me accanto, tu non sei nessuno! Ulisse ingannò Polifemo, tu donna non ingannerai mai il tuo uomo con i tuoi modi dolci … con la maglietta della Croce Rossa addosso, non salverai nessuno. Lui ha fame di te. Ti divora il cuore e l’animo come un cannibale che mastica le tue emozioni perdute. Il tuo corpo si sgretola, deperisce, si spegne piano piano, lentamente muore. Ha sete del tuo spirito luminoso, lui non conosce la luce, e così vaga nel buio e nel gelo del suo essere, come un lupo mannaro. Con le mani avvinghiate al tuo collo, ti “ama” e ti odia, ti respira e ti punisce, ti possiede e ti butta via, accartocciata in un angolo dove ride come un joker e si beffa di te. Ti chiede umilmente scusa, si gongola nella sua tormentata follia d’amore.
Una vocina, ti suggerirà che è un amore malato. Sei fragile donna e credi ancora alle favole. Che tenerezza che mi fai, ti vedo sai, piegata in due dal dolore con le tue mani incollate alIMG-20200209-WA0001 viso per non vedere più dolore e le gambe bastonate, che zoppicano in quel desiderio di rivalsa. Vedo i tuoi occhi spenti donna, e il tuo respiro affannato che anela aria di libertà. Sei consapevole che ha trafitto la primavera più bella del tuo vivere? Possiedi un minimo di lucidità che ti consente una fuga d’Egitto, degna di un velocista che sta tagliando un traguardo?
Donna, amica della mia natura selvaggia, ti suggerisco una corsa, che alleggerisca il peso che porti nel cuore.
Corri, veloce, fuggi, scappa, scappa, scappa via da lui e da te, quella te, che ha bisogno solo di RISVEGLIARSI, di abbracciare la vita, di vedere la bellezza fuori da quelle finte pareti di carta dove tutto odora di morte … fuori, dove il sole ti scalda, il vento ti accarezza e tu donna, vestita con un abito rosso, pedalando in bicicletta non rinunci alla vita ma la onori con la tua scelta d’amore verso te stessa!»
Sabrina Pistone (in Arte JORA) 

Giovanni Rappazzo: il messinese che inventò il cinema sonoro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo lo scritto di Caterina Fogliani, (nella foto a fianco)fbtmdn nipote di Giovanni Rappazzo (nella foto in alto), inventore del cinema sonoro.

Seguendo una prassi ormai consolidata di rendere omaggio ad un’eminente figura messinese, ormai scomparsa, che si è distinta in campo artistico, la prossima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival sarà dedicata a Giovanni Rappazzo.

Scrive Caterina Fogliani: «Ricordo ancora l’ultima intervista che mio nonno fece ad un inviato del Corriere della Sera. Era una mattina dei primi di febbraio del 1995. Il 3 aprile, esattamente un mese dopo, Giovanni Rappazzo (nella foto in basso) morì, proprio nell’anno del centenario del cinema. Lui che, fino alla fine, con gli ultimi sussulti di rabbia, continuava a ripetere: «Il Cinema Sonoro l’ho inventato io molto tempo prima della Warner. Nessuno però mi ha voluto dare retta». Così lo vedevo tirare fuori dai cassetti, per l’ennesima volta, i brevetti del Suo Film Sonoro con i disegni che riproducevano la descrizione della “Pellicola Cinematografica ad impressione contemporanea di immagini e suoni”.Rappazzo

Spesso diceva: «Scrissi a tutte le case cinematografiche di allora, italiane e straniere, la Cines, L’Ambrosio, La Pathè, dicendo che avevo inventato il cinema parlante. Ma loro mi rispondevano che il cinema era nato muto e doveva restare muto».

Mio nonno, nonostante fosse giunto alla veneranda età di quasi 102 anni, si sforzava come sempre di essere preciso, cercando di ricordare con esattezza ogni particolare della sua incredibile vita. Raccontava di quando, a sei anni, dovette andare via da Messina per seguire il fratello a Genova; e quando, per la prima volta, entrò in un cinema e vide le comiche di Cretinetti, commentando che quelle immagini senza voce gli sembrassero non solo insopportabili, ma anche inutili.

A quindici anni tornò a Messina, subito dopo il terremoto del 1908. Si iscrisse all’Istituto Industriale “Verona Trento” e la sera, nel tempo libero, faceva l’operatore cinematografico nel primo cinema edificato a Messina da suo fratello Luigi, dopo il terremoto: l’Eden Cine Concerto (nelle foto sotto l’ingresso e lo schermo esterno).

«Mi tornava sempre in mente – raccontava mio nonno – quando da piccolo ho sentito mio padre suonare e subito dopo ho ascoltato un grammofono che, come per miracolo, riproduceva tutti i suoni. Poi una sera, mentre proiettavo, misi la pellicola al contrario e la gente in sala protestò rumorosamente. Per un attimo pensai che quelle voci concitate provenissero dalla pellicola, così la presi tra le mani e dissi: Un giorno questi suoni usciranno da te, perché tu li produrrai artificialmente! E così mi misi a studiare. Smontavo e rimontavo una cinepresa Pathè Freres ed un proiettore Herrmann. Sapevo che anche molti altri scienziati, con a capo Edison, stavano cercando di sonorizzare il cinema. ElettrocinefonoMa ogni volta si fermavano davanti all’impossibilità di realizzare il sincronismo tra suono e immagini. Ma io continuai instancabilmente nei miei esperimenti finché, con grande mia gioia, realizzai LA COLONNA SONORA attraverso la produzione di un innovativo rivelatore con cellula fotoelettrica, per poterla poi proiettare sullo schermo (foto a fianco). Così iniziai a filmare la partenza di una macchina con il motore a scoppio, una nave traghetto sullo Stretto, (quella che camminava con le due ruote sui due fianchi), ed ancora feste, canti e balli. Quando li proiettavo, la gente scappava come se avesse visto il diavolo. Credetti a tal punto nella mia invenzione che non esitai un attimo a lasciare il posto che avevo intanto ottenuto come dirigente della Società Elettrica di Milazzo. E cominciò così il mio pellegrinaggio: prima Milano, poi Roma, Torino, Genova. Pensai: se non vado in un grosso centro cinematografico non combino niente. E così di colpo piantai baracca e burattini».
Giovanni Rappazzo, mentre era in cerca di un’occupazione, ottenuta prima alla Marelli e poi all’Ansaldo, provava a bussare alla grande industria del Cinema. Ma nessuno gli rispose, nessuno gli chiese di vedere quei progetti. Così aspettò che terminasse la prima guerra mondiale e preparò i documenti per brevettare le sue invenzioni.

«Avevo paura che qualcuno mi rubasse l’idea – raccontava ancora mio nonno – ed il 19 febbraio del 1921, alle due del pomeriggio, depositai alla Prefettura di Genova i miei studi con i 4 brevetti di privativa industriale n.195883-195884-199022-n.43/17 (nelle foto sotto).

Sentivo di avere tra le mani la scoperta del secolo, così decisi di sfruttare io stesso l’invenzione mettendomi in affari con un industriale di Genova. A questo scopo fondai a Cornigliano Ligure una “Scuola cinematografica film-sonora”, la prima al mondo. Poi, un giorno, mio fratello mi disse di fermare tutto, che sarebbe arrivato lui con il capitale. Lui arrivò, ma senza capitale … e nun cumminau nenti!».
Il sogno di diventare ricco e famoso svanì in un attimo. Rappazzo dovette chiudere la scuola e perse il lavoro. Aveva già una famiglia sulle spalle e fu costretto a rimettersi a viaggiare.

Si fermò a Cagliari, dove ottenne la cattedra di insegnante in un Istituto Industriale. Nel frattempo gli anni passavano e i fratelli Warner lanciarono nel 1927 Il cantante di jazz (The Jazz Singer), erroneamente considerato il primo film sonoro della storia, poiché non vi era incisa la colonna sonora sulla pellicola, ma veniva utilizzato un disco grammofonico, sistema tecnico che lo scienziato messinese aveva già superato con i suoi progetti.

Nel 1924 scadde il termine per il rinnovo dei brevetti, e poiché Giovanni Rappazzo, ridotto in povertà, non potette più pagare le tasse, vide la sua meravigliosa invenzione Fono filmusurpata dagli americani, nella figura di William Fox. In un paio d’anni tutte le case di produzione si adeguarono al nuovo sistema cine-sonoro e agli inizi degli anni Trenta il muto era già sepolto.
A Rappazzo restarono l’amarezza ed una catasta di lettere e denunce. Scrisse prima a Mussolini, poi a Los Angeles, che grazie a Hollywood è diventata la capitale mondiale del cinema. Nel dopoguerra perfino all’Aja ed all’ONU.

Da Cagliari ritornò poi a Messina e continuò la sua anonima vita da professore, senza però smettere un solo attimo di lottare per essere riconosciuto quale il primo vero ed unico inventore del cinema sonoro.

La sua incredibile storia ebbe dei risvolti persino paradossali, come quando nell’anno 1933 non lo fecero entrare al cinema per una proiezione speciale neppure con la riduzione per gli invalidi di guerra. Alla fine non chiedeva più il risarcimento economico, ma soltanto che gli fosse riconosciuta la sua invenzione. Neppure l’onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica, conferitagli qualche mese prima di morire dal Presidente Scalfaro, bastò a lenire la sua sofferenza per la gravissima ingiustizia subita.

Giovanni Rappazzo morì il 3 aprile 1995. Le sue spoglie riposano accanto a quelle dell’adorata moglie, nel  cimitero  monumentale di Messina».

                                                                                                         Caterina Fogliani

 

Il cinema di Mauro Mingardi a Corti … Incontri.

Le mosche di Mauro Mingardi (nella foto sopra) è il titolo del cortometraggio che sarà proiettato in occasione del quarto appuntamento di Corti … Incontri, martedì 4 febbraio al Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala. La proiezione sarà preceduta da un intervento via Skype della dott.ssa Marzia Toscano, studiosa di Mingardi e regista, insieme a Davide Rizzo, del documentario Un western senza cavalli, di cui parleremo più avanti.

Il corto (foto a fianco), realizzato in pellicola 8mm tra il 1970 e il 1971, è un horror psicologico cheLe Mosche narra di un bizzarro restauratore di vasi che ha la malsana mania di collezionare e seviziare mosche ed insetti di vario tipo. Un giorno una vicina, per la quale l’uomo prova una particolare attrazione, si reca da lui per riparare un vaso che ha rotto. L’uomo è talmente sovraeccitato che non si accorge di offrirle del veleno, anziché dell’acqua.

Mauro Mingardi, premiato sia in Italia che in ambito internazionale, è uno degli autori più conosciuti ed apprezzati nell’ambiente amatoriale e semi-professionale cinematografico bolognese.
Il regista entra in contatto con il cinema sin da bambino quando va a vedere Biancaneve della Disney, la cui visione provoca in lui un piacevole stupore per i colori così accesi e per le fantastiche ambientazioni. Ma la fortuna di Mingardi si realizza quando, nell’estate del 1953, in una Bologna afosa e in piena ricostruzione post-bellica, una limousine bianca attraversa i viali della città trasportando la star di Hollywood Yvonne De Carlo. La macchina si ferma a una pompa di benzina, ma la De Carlo ha solo dei dollari che il benzinaio rifiuta a fronte del rifornimento effettuato. La diva, allora, propone di barattare il pieno di benzina con una cinepresa Keystone 8mm. Il benzinaio accetta.

CinepresaNon si saprà mai il motivo per cui Yvonne De Carlo fosse a Bologna, di certo si sa solo che cinque anni dopo il giovanissimo Mauro Mingardi inizia ad utilizzare proprio quella macchina da presa, ereditata dallo zio Vasco Pasini il quale, a sua volta, l’aveva ricevuta dal benzinaio, suo amico.
L’attività produttiva di Mingardi inizia nel 1958 quando, dopo aver studiato la meccanica della cinepresa e aver appreso le basi della tecnica di ripresa, si cimenta nei lavori a soggetto con il suo primo film intitolato L’oro maledetto. La curiosità è davvero tanta e il giovane Mauro non esita a coinvolgere amici e parenti nelle sue sperimentazioni. Con pochi ed elementari mezzi, con un budget quasi inesistente, ma con l’aiuto pratico degli amici, inizia quel percorso che lo avrebbe presto portato ad essere riconosciuto ed apprezzato in Festival nazionali ed internazionali.

È il 1970 quando Mingardi con Il tempo nel muro (nella foto sotto) vince il FestivalIl Tempo nel Muro Internazionale di Rapallo, superando Roberto Rossellini ed Ermanno Olmi. Un traguardo impensabile per un autore sconosciuto ai più, un cineamatore che non volle mai allontanarsi da Bologna e dal suo quartiere, la Cirenaica, dove lavorava come falegname coltivando al contempo la sua più grande passione, quella della pellicola, e trasformando la via Emilia nella sua personalissima Hollywood.

Nel 1977 Mingardi abbandona le sue cineprese 8mm per una Canon Zoom DS8 (nella foto a fianco) e inizia a Canon Zoom DS8girare in questo formato. Il doppio Super8 è una derivazione del Super8, che offriva maggiori informazioni rispetto al 8mm in quanto la superficie su cui si imprimevano le immagini era più larga. Mingardi decide di usare il doppio Super8 che aggiunge una difficoltà rispetto al semplice Super8, in quanto la pellicola viene impressa prima da un lato, poi, al buio, bisogna girare dall’altro lato la bobina per poterne imprimere il secondo lembo. I film che Mingardi (nella foto sotto sul set) gira dal 1977 in poi in doppio Super8 mostrano l’evoluzione percettiva e professionale dell’artista tanto che si fatica a definirlo ancora un cineamatore.

Mingardi

Le fasi di maturazione del linguaggio espressivo di Mingardi possono essere così fissate: i primi anni del 8mm come quelli della presa di coscienza del mezzo e della sperimentazione; la seconda metà della fase 8mm identifica gli anni di transizione e della strutturazione dello stile; ed infine gli anni del Super8 nei quali si esprime la sua reale maturazione cinematografica.

Con l’utilizzo del Super8 Mingardi sperimenta il medio e lungometraggio con VitaVita di artista d’artista (foto a fianco) e i thriller Gli usignoli di Rellstab, Il fiore tra le rovine, Amore e cuore non fanno rima. La sua produzione si dilata nel tempo e compaiono i primi attori professionisti.
Dal 1990 Mingardi inizia ad avere seri problemi nel rinvenimento della pellicola doppio Super8 che sta lentamente scomparendo, prima ancora degli altri formati, per dare spazio al nastro magnetico. Girare in Super8 poi diventa sempre più complicato in quanto, nei Festival, per alleggerire i costi di acquisizione e proiezione, sempre più di frequente è richiesto il più maneggevole ed economico nastro VHS.

La storia filmica di Mauro Mingardi subisce quindi un rallentamento. Egli esprime perplessità nei riguardi del sistema video rispetto alla pellicola, manifestando dubbi ed incertezze sull’utilizzo del nastro magnetico invece della pellicola, pur riconoscendo l’improvvisa difficoltà nel reperimento del materiale. Riportiamo le sue parole: «Tutti i motivi pratici mi dovrebbero portare in questa direzione. Oltre ai precedenti si deve aggiungere la sempre maggiore difficoltà di reperire la pellicola Super8 (il bianco e nero in Mingardi 2Italia è scomparso da anni), i laboratori di sviluppo e stampa sono sempre meno numerosi, i ricambi per i proiettori e per la mia fedele Canon sono quasi introvabili, tuttavia la conversione (o meglio la resa) all’elettronica comporta anche una modifica dello stile del prodotto finale. Il montaggio non può essere così serrato come su pellicola e il sonoro necessita, per motivi di sincrono, di una dilatazione del “taglio” dell’immagine (almeno al livello di spesa in cui mi dovrei muovere). Bisogna allora pensare ad una organizzazione in piani sequenza in cui i personaggi vengono circuiti, avviluppati dalla telecamera ricreando tutti quei piani di ripresa che in pellicola ci vengono riproposti dal montaggio. […] Quante volte, terminata una ripresa, ho desiderato vedere subito come era venuta e quale resa si era riusciti a trasferire: il video lo consentirebbe! E’ certo che l’emozione, unica ed ogni volta ripetibile, di ritornare dal laboratorio di sviluppo con la bobina sotto braccio, accendere il proiettore e vedere con trepidazione le immagini che ho catturato sulla pellicola e che non mi sfumeranno più, sarebbe perduta per sempre».
Eclettico, ironico, pieno di talento, Mingardi ha raccontato attraverso il suo cinema visionario e sperimentale, che spazia dall’horror, al grottesco, dal thriller al sentimentale, uno stile espressivo apprezzato in più occasioni da grandi cineasti, come Rossellini e Olmi.
Mauro Mingardi è considerato un vero e proprio simbolo dai filmaker di oggi. Solo la morte, avvenuta nel 2009, ha interrotto drasticamente oltre cinquant’anni di appassionata attività nella quale ha realizzato una quarantina di film oggi custoditi a Bologna da Home Movies – Archivio nazionale del film di famiglia.

Nel 2017, due studiosi di Mingardi, Davide Rizzo e Marzia Toscano (nelle foto sotto), realizzano, come detto sopra, il film documentario intitolato Un western senza cavalli.

Mauro Mingardi – dicono Davide Rizzo e Marzia Toscano – ha catalizzato da subito la nostra attenzione. L’interesse che questo particolare filmmaker ha suscitato in noi prende le mosse dai racconti della sua vita passata, dalle sue avventure registiche, dai tanti aneddoti legati alla sua persona. Ascoltando le testimonianze di Mingardi ci è immediatamente venuta la curiosità di conoscere sempre più a fondo il modo di “fare cinema” di questo personaggio. Mingardi ha attraversato la sua vita con lo spirito del regista cinematografico, uno spirito tenace che gli ha permesso di fare film per cinquant’anni e di diventare uno dei cineamatori più interessanti d’Italia. Tutta la sua produzione colpisce nell’emozione, in essa troviamo replicati tutti generi cinematografici del cinema classico: western, thriller, noir, gialli, comiche, rivisitati in uno spirito unico e personale.

Un western senza cavalli rende omaggio all’avventura artistica e umana di Mingardi, un artigiano del cinema, che ha attraversato mezzo secolo di cineamatorismo, dal pioneristico 8 mm al Super8 alle moderne videocamere, realizzando più di quaranta opere tra lunghi e cortometraggi, e vincendo in tutta Europa decine di premi in festival dedicati a quello che allora veniva chiamato cinema amatoriale”.

PosterLa sinossi: In una radio della periferia di Bologna sta per andare in onda una trasmissione in onore dei cinquant’anni di carriera di un artista speciale e sconosciuto: Mauro Mingardi, filmmaker. Regista per passione, artigiano del legno di professione, sarà Mingardi stesso a raccontare al pubblico, attraverso la sua voce, gli incredibili numeri della sua particolare carriera. Pioniere ante litteram del filmmaking di oggi, Mingardi ha attraversato tutti i generi della cinematografia in modo unico e personale, tra cortometraggi western, lungometraggi grotteschi e filmati familiari ci ha lasciato una storia unica di passione e amore per il cinema. Ogni tappa della sua carriera è raccontata delle preziose testimonianze delle persone che hanno contribuito, con il loro supporto spassionato ed entusiasta, alla realizzazione dei film: amici intimi, parenti e collaboratori che hanno garantito, con la loro presenza, la salvaguardia di quell’aura di libertà, spensieratezza e creatività.

Al cinema di Mauro Mingardi è stata riservata una retrospettiva alla 50esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival svoltasi a Messina a maggio del 2018. In tale occasione è stato proiettato anche Un western senza cavalli, presente la regista Marzia Toscano.

Appuntamento a martedì 4 febbraio alle 19,00 nella sede del Laboratorio psicoanalitico Vicolo Cicala, via Legnano n. 32. Dopo la proiezione seguirà il dibattito. Ingresso libero.

 

 

 

 

 

Il programma di “Serate … in Corto” al CUS UNIME dal 3 al 5 gennaio 2020

Dal 3 al 5 gennaio 2020, a partire dalle 19,30, al Palazzetto della Cittadella Sportiva Universitaria, si svolgeranno le proiezioni dei corti selezionati espressamente per Serate … in Corto, nell’ambito della manifestazione Natale al CUS UNIME iniziata lo scorso 8 dicembre.

I corti sono tratti dall’Archivio digitale della Federazione Nazionale Cinevideoautori (F.N.C.), organizzatrice del Fotogramma d’Oro Short Film Festival, giunto alla 51esima edizione, la quarta messinese.

Sono in tutto 16 i corti che saranno proiettati nelle tre serate. Oltre alle produzioni italiane, sono state selezionate opere provenienti dall’estero, ossia da India, Libano, Afghanistan, IRAN, Svezia, Nuova Zelanda e Gran Bretagna.  Il Fotogramma d’Oro, infatti, negli ultimi anni, ha accolto pregevoli opere provenienti da Paesi nei quali è vietata la loro proiezione, in quanto espressione di temi considerati in contrasto con le politiche retrograde e persecutorie dei governi, tendenti a sopprimere ogni forma di espressione di ideologie contrarie e non allineate.

Alle serate, organizzate dalla F.N.C. con Diari di Cineclub (Media Partner), in collaborazione con il Laboratorio psicoanalitico Vicolo Cicala, Sostieni un paziente a distanza e Posto Occupato, interverranno Maria Andaloro (Posto Occupato), le dr.sse Roberta Cardia, Diletta La Torre, Donatella Lisciotto, Mara Siragusa e il dr. Corrado Randazzo (L.P. Vicolo Cicala).

L’attrice Rosemary Calderone sarà la presentatrice.

Ecco il programma. Ingresso libero.

Venerdì 3 gennaio 2020, ore 19:30
Immigrazione

Il mondiale in piazza – colore [15:00] 2018, Italia
Regia: Vito Palmieri
Cast: Giulio Beranek, Malich Cissè, Gianni Lillo, Franco Ferrante, Nicola Giustino, Pino Matera, Nicola Vacca.
Sinossi: Novembre 2017: la nazionale italiana non si qualifica al mondiale di calcio 2018.LOCANDINA_il mondiale in piazza
Ci sono persone che non possono sopravvivere senza la Nazionale da tifare, ciondolano nelle piazze sentendosi inutili e senza uno scopo. Nel sud Italia, un gruppo di ragazzi non si scoraggia e decide di organizzare un mondiale parallelo, da giocarsi in piazza, tra l’Italia e le altre nazionali composte da immigrati. Ma alcuni sono nati in Italia, e si sentono italiani al cento percento. Allora come si fa? La soluzione è una: giocheranno due Italia. E vediamo chi vince.
Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

 

Humam – colore [12:00] 2019, Italia
Regia: Carmelo Segreto
Cast: Aniello Arena, Miloud M. Benamara.
Photo 3 Humam_frame_FF3Sinossi: Humam è un immigrato algerino, costretto a fare i lavori più disparati in Italia per poter sostenere la sua famiglia, che vive lontana da lui. Un giorno, la sua più grande paura prende forma, trascinando l’uomo in un momento di terrore.
Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

Non è una bufala – colore [15:00] 2018, Italia
Regia: Niccolò Gentili, Ignacio Paurici
Cast: Piergiorgio Bellocchio, Gisella Burinato, Maziar Firouzi, Francesco Acquaroli.
Non è una bufala.jpegSinossi: Renzo, 40 anni, vive da solo in un appartamento che ha trasformato in una sorta di bunker. Da tempo non esce più di casa e l’unica sua fonte di sostentamento sono pizze e supplì che gli arrivano a domicilio. Convinto che il terrorismo di matrice jihadista sia sul punto di attaccare l’Italia, decide di farsi giustizia da solo inviando un pacco bomba all’Ambasciata dell’Arabia Saudita, nazione colpevole, secondo lui, di finanziare i terroristi. Non tutto filerà liscio come aveva previsto.
PREMIO SPECIALE PER LA SCENEGGIATURA per l’abilità e l’originalità con cui gli sceneggiatori imbastiscono una storia che fa riflettere su una tematica di cogente attualità attraverso un filo ininterrotto di intelligente ironia (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019).

Tulip – colore [14:59] 2018, Italia
Regia: Andrea Di Cicco
Cast: Cristina Donadino, Jonis Bascir , Fabio Massenzi.

TulipSinossi: Valeria è una donna sola. Vedova da cinque anni, per tenersi occupata frequenta la chiesa a fa volontariato. Valeria ha un figlio che però la va a trovare solo per farsi lavare la biancheria o per lasciarle il cane. Durante un pranzo sociale Valeria incontra Tulipe, un signore distinto di origini somale. Quando il figlio di Valeria scoprirà della loro unione il conflitto sarà inevitabile.
Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

Remember everything, to not forget anyone – colore [02:45] 2016, Italia
Regia: Paolo Caspani, Enrico Chiarugi.

Poster Marco_di_spalle_1Sinossi: Un uomo, camminando per l’isola di Lampedusa, recita i nomi delle vittime del 3 ottobre 2013. Si chiama Marco Pietrantuono ed è uno dei pochissimi italiani accertati come “ipertimesici” da un programma di ricerca dell’Università “La Sapienza” di Roma: si tratta di individui dotati di un’incredibile memoria autobiografica. Se i nomi delle vittime sono pronunciati da chi, in qualche modo, non potrà cancellarne il ricordo, ecco che quelle persone saranno simbolicamente vive per sempre.
Selezionato alla 50esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018.

19’35” – colore [11:00] 2017, Italia
Regia: Adam Selo

19'35''Sinossi: TOLOSA, 13 Novembre 2015
In un centro d’accoglienza per ragazzi provenienti da tutto il mondo, Baba e i suoi amici si preparano a guardare la partita Francia-Germania. Non sanno che l’amichevole rimarrà per sempre nella storia.
Selezionato alla 50esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018.

Sabato 4 gennaio 2020, ore 19:30
Violenza sulle donne e crisi adolescenziali

2nd Class – colore [13:52] 2018, Svezia – sottotitoli in italiano
Regia: Jimmy Olsson
Cast: Hannah Alem Davidsson, Mio Adermark, Jimmy Olsson Photo 3 Still_02_HP
Sinossi: Charlotte ha un nuovo lavoro come insegnante di secondo grado. Una notte viene attaccata da un nazista ed è gravemente ferita. Quando torna dai suoi studenti scopre che uno dei suoi studenti è il figlio di quel nazista.
FOTOGRAMMA DI BRONZO: per aver affrontato un tema attuale come il razzismo scegliendo una narrazione poetica e coinvolgente, la cui profondità evidenzia il valore della formazione scolastica e il ruolo dell’insegnante (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019).

Skin – colore – [16:51] 2017, Libano – sottotitoli in italiano
Regia: Inaam Attar
Sinossi: Skin è la storia di Aline, una ragazza di 17 anni che si ribella a sua madre che è anche la sua insegnante a scuola. La madre tratta ancora sua figlia come se fosse una bambina anche in classe di fronte agli studenti e provoca la sua reazione. La ragazza e la madre, a casa, avranno un intenso faccia a faccia. Skin
PREMIO SPECIALE DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE CINEVIDEOAUTORI Motivazione: La giovane regista Inaam Attar ci regala un film forte e sicuramente molto crudo ma modernissimo nella regia espressiva e nel linguaggio contemporaneo della narrazione incarnato da una fotografia straordinaria. Un film che non ha bisogno di dialoghi ma esprime con la pelle della protagonista la distanza generazionale e la scoperta del corpo di una adolescente tra il senso di colpa di una educazione puritana e il desiderio. Questo film riesce a restituire il dramma interiore che qui si racconta con una attenzione ai dettagli accurata che tende a evocare stati d’animo senza descriverli in modo stereotipato. È il corpo, perché di passione del corpo si tratta, il protagonista del film, un corpo di donna, difficile da accettare per convenzione, abitudine, pregiudizi. Film molto consapevole del linguaggio contemporaneo ma anche delle poetiche/politiche degli autori, molto vicino ad un cinema che ricorda la ricerca della nouvelle vague ma anche certo cinema contemporaneo d’autore. Sicuramente un cinema di cui abbiamo desiderio (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018).

Hyena – colore – [18:28] 2016, Italia – sottotitoli in italiano
Regia: Luca Elmi Hyena
Sinossi: può una madre perdonare l’assassinio di suo figlio? In un penitenziario federale del Kentuky, una madre e un condannato a morte rispondono.
Selezionato alla 50esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018.

La giornata – colore – [10:00] 2017, Italia
Regia: Pippo Mezzapesa
Sinossi: La storia di Paola Clemente, bracciante pugliese di quarantanove anni, morta di fatica sotto il sole nei campi del Sud, viene raccontata con le parole tratte dagli atti dell’inchiesta ai caporali che la sfruttavano e dalle donne che viaggiavano in pullman con lei.La giornata
PREMIO SPECIALE CINEMA COME IMPEGNO SOCIALE «per il racconto crudamente realistico, ma anche acuto e ricco di forza narrativa, spietatamente privo di artifizi scenici (le parole sono tratte dagli atti dell’inchiesta) che, attraverso la ricostruzione dell’ultima giornata di Paola Clemente, bracciante pugliese di 49 anni morta di fatica, ci descrive una drammatica realtà quotidianamente vissuta nelle nostre terre del sud» (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018).

Parru pì tia – colore [15:00] 2019, Italia – sottotitoli in italiano
Regia: Giuseppe Carleo
Cast: Miriam Dalmazio, Clara Salvo, Alessandra Pizzullo, Salvo Piparo, Giulio Corso,LOCANDINA PARRU PI TIA_TRE DONNE_10giugno2018.jpg Claudio Collovà, Domenico Lambetti e Francesco Caracausi.
Sinossi: Annachiara vive nella periferia di Palermo con la sua famiglia, sta aspettando il suo ex fidanzato per rivederlo un’ultima volta. Cerca invano di riconquistarlo ma la nonna le suggerisce un rito antico che potrebbe salvare le sorti di questo amore andato in frantumi.
FOTOGRAMMA D’ORO TRINAKRIOS «per il modo garbato e ironico con cui sviluppa una storia originale, basata su un ancestrale rituale magico, offrendo uno spaccato di certa realtà popolare, ancora presente nella nostra società» (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019).

Domenica 5 gennaio 2020, ore 19:30
Emarginazione/bullismo/omosessualità

The Red Bicycle – colore [11:00] 2018, Afghanistan – sottotitoli in inglese
Director: Fazila Amiri
Photo 1 TRB_FARZANA_STILL02_HPCast: Farzana Nawabi , Mahal Wak, Sadam Wahidy.
Sinossi: Mahal, una giovane donna afghana, imprigionata per “crimine morale” in una prigione femminile, organizza un’audace fuga per incontrare il suo amante prima di partire per la guerra.
Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

2 by 2 – B/N e colore – [15:06] 2017, Gran Bretagna – sottotitoli in italiano
Regia: Mark Playne
Sinossi: “C’è una linea sottile tra amore e odio”. Due pastori macho – uomini divisi dall’odio, dalla storia e da una barriera di confine nazionale – scoprono improvvisamente di avere la possibilità di essere gli ultimi due sopravvissuti di una catastrofe mondiale. Tuttavia, la loro sopravvivenza dipende da uno di loro che è abbastanza uomo da vestirsi da donna.

2 by 2PREMIO SPECIALE PER LA FOTOGRAFIA «per l’intensa capacità cromatica, volta a rendere con ironia, leggerezza ed intelligenza il racconto per immagini» (50esima edizione Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018).

Parvaz Mahiha – colore [14:38] 2018, Iran – sottotitoli in italiano
Regia: Mohammad Towrivarian

 

Sinossi: Il nuovo insegnante nel villaggio capisce che una delle sue allieve è l’unica della classe a non parlare. Una bruciatura di sigaretta è visibile nella sua mano.
Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

Sisak – colore [15:00] 2018, India
Regia di Faraz Arif Ansari
Sinossi: Sul treno che ogni giorno attraversa Mumbai, due uomini si avvicinano e si innamorano. I gesti, gli oggetti e i piccoli rituali sono più potenti delle parole. Un ritorno alle espressioni d’amore non dette, non dette e universali, sul sentiero della sottigliezza e dell’umanità, Sisak è il risultato della convinzione che se l’amore non conosce limiti, non è necessario che sia legato alle parole.
SisakPREMIO FOTOGRAMMA D’ORO CAMPUS «per la delicatezza con cui è stato trattato il tema di elevato impegno sociale e politico, per l’intensa emotività trasmessa, per la sceneggiatura, per la cadenza ritmica che fornisce al corto una sensazione poetica, e soprattutto, per l’eccezionale capacità espressiva degli attori» e PREMIO SPECIALE CINEMA È LIBERTÀ «per la forza delle immagini tese a raccontare un amore, oggetto di persecuzione, nel segno della forza, della sensibilità e della sintesi del linguaggio filmico» (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018).

Sparrow – colore [15:00] 2017, Nuova Zelanda – sottotitoli in inglese
Regia: Welby Ings
Cast: Merrick Rillstone, Matthew Arbuckle, Paul Glover, Tama Jarman, Geoff Houtman, Arthur Ranford, Tammy Lee.
Sinossi: Sparrow è la storia lirica di un ragazzino che crede di poter volare. Tuttavia, laPoster cb0cb45a27-poster sua vita è oscurata dalla leggenda di suo nonno che è morto, un eroe nella seconda guerra mondiale. Una notte scopre che la storia a cui suo padre si aggrappa così abilmente, è una bugia. Suo nonno era un omosessuale, che vedendo l’inutilità della guerra, disertò in segno di protesta quando il suo amante fu sparato nelle trincee dell’Egitto. Nel dipanare la verità dietro quello che è successo, il ragazzo scopre la forza di resistere ai bulli del suo mondo, in modo inaspettato.
PREMIO SPECIALE PER LA REGIA «per il visionario controllo della messa in scena, in cui la gestione delle ricercate componenti fotografiche e sonore non perde mai di vista la necessità del racconto e delle emozioni» (Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019).

 

 

 

Il Fotogramma d’Oro ospite del “Natale al CUS UNIME” con “Serate … in Corto”

Dal 8 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020, alla Cittadella Sportiva Universitaria di Messina (nella foto sotto), sport, intrattenimento, musica e solidarietà saranno gli ingredienti che condiranno il programma del Natale al CUS UNIME ricco di manifestazioni, con tante sorprese e prime assolute.

Cittadella

Dopo i numerosi ed interessanti eventi in programma, le Serate … in Corto del 3, 4 e 5 gennaio 2020 saranno dedicate al cinema breve, infatti nel Palazzetto della Cittadella Sportiva sarà proiettata una selezione di corti tratti dall’Archivio digitale della Federazione Nazionale Cinevideoautori (F.N.C.), organizzatrice del Fotogramma d’Oro Short Film Festival, giunto alla 51esima edizione, la quarta messinese.

Sarà l’occasione per chi non ha partecipato alle passate edizioni del Festival, per vedere i corti in programma, molti provenienti dall’estero. Il Fotogramma d’Oro, negli ultimi anni, ha consentito di diffondere pregevoli opere provenienti da Paesi nei quali è vietata la loro proiezione, in quanto espressione di temi considerati in contrasto con le politiche retrograde e persecutorie dei governi, tendenti a sopprimere ogni forma di espressione di ideologie contrarie.

Fotogramma d'Oro CampusProva di ciò è il corto in programma intitolato Sisak del regista indiano Faraz Arif Ansari nel quale viene trattato con delicatezza il tema della omosessualità che, al tempo nel quale è stato realizzato, era considerata un crimine. Solo qualche mese dopo la Suprema Corte di Giustizia indiana ha deciso di depenalizzare il reato di omosessualità, cancellando la sezione 377 del Codice penale indiano che da 157 anni puniva questi comportamenti come “offese contro natura”. Nell’edizione 2018 del Festival, al corto sono stati assegnati il prestigioso Fotogramma d’Oro Campus (nella foto sopra) e il Premio Speciale Cinema è Libertà.

Questo è solo un esempio di ciò che sarà offerto agli spettatori che parteciperanno alle tre Serate … in Corto di cinema in programma per il Natale al CUS UNIME.

E non finisce qui, in quanto, nel corso delle serate si trarrà spunto dagli argomenti trattati nei corti per discutere di tematiche di grande attualità come l’immigrazione, la

violenza di genere, il razzismo, l’omofobia, l’emarginazione ed altro ancora, per aprire un dibattito con il pubblico al quale interverranno Maria Andaloro, ideatrice di Posto occupato, le dr.sse Mara Siragusa, Donatella Lisciotto, Diletta La Torre, Roberta Cardia e il dr. Corrado Randazzo, soci del Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala di Messina, la dr.ssa Fabrizia Strangio socia di Sostieni un paziente a distanza e Francesco Coglitore, direttore artistico del Fotogramma d’Oro Short Film Festival e presidente della F.N.C., che ha curato la selezione.

Sarà un’occasione unica per il pubblico che potrà intervenire e dibattere sui temi e le emozioni suscitate dalla visione dei corti.

Il programma dettagliato delle proiezioni sarà pubblicato successivamente.

L’ingresso è libero.

 

 

 

 

 

Il programma completo di Corti … Incontri 2019/2020 – seconda edizione

Martedì 5 novembre ha preso il via la seconda edizione di Corti … Incontri, rassegna di cortometraggi organizzata dal Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala, in collaborazione con la Federazione Nazionale Cinevideoautori, organizzatrice del Fotogramma d’Oro Short Film Festival.

Dopo una breve introduzione alla rassegna da parte della dr.ssa Mara Siragusa, socia del Laboratorio Vicolo Cicala ed un saluto di Francesco Coglitore, presidente della F.N.C. e direttore artistico del Fotogramma d’Oro, è partita la proiezione del primo corto in programma, “Short Wave” del regista iraniano Mohamad Esmaeeli. Un pubblico numeroso ed attento (nella foto sotto), ha animato il vivace dibattito che ha fatto seguito alla visione. Tra il pubblico erano presenti anche i tirocinanti del Vicolo Cicala, alcuni dei quali parteciperanno ai tirocini formativi attivati nell’ambito della 52esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival.

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Il tema della rassegna, quest’anno, è il disagio mentale e, come accade sempre in queste occasioni, durante il dibattito, già dalla prima serata, sono state date interpretazioni interessanti ed originali, grazie alle diverse opinioni espresse dal pubblico di svariata estrazione culturale e professionale.

Pubblichiamo di seguito il programma dettagliato della rassegna. Il prossimo appuntamento alla sede del Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala, Via Legnano n. 32, è fissato per

Martedì 3 dicembre 2019 ore 19:00

IVAN

Regia di Pangiotis Kountouras (Grecia, 2018, colore, 9:25)

Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

Sinossi: puoi consumare la tua natura umana in un pasto? Quando l’istinto nascosto si trasforma in ossessione morbosa, allora l’autoconservazione si trasforma in un inutile rituale di imitazione, un atto di logica vuota.

Martedì 7 gennaio 2020, ore 19:00

THE CHILD IS THE MOTHER OF THE MAN

Regia di Lucy Warren Bidwell (Stati Uniti, 2018, colore, 4:41)

Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

The child is the mother of the man

Sinossi: Il cortometraggio entra nel paesaggio da sogno di una ragazza di 18 anni il cui padre è la quintessenza di Lotario. In una dimensione immaginaria e simbolica, questo film racconta il subconscio emotivo della ragazza, che profondamente brama amore e attenzione dal padre, mentre contemporaneamente è alle prese con il dolore e la confusione del suo comportamento distruttivo. Questo film cerca di esplorare lo spazio tra il rapporto genitore figlio in chiave freudiana e l’angoscia della femminilità quando le giovani donne diventano maggiorenni. Il film racconta di Bella, che segue suo padre David che attraversando un ambiente scuro su un tappeto rosso entra in una sala da ballo piena di sconosciuti.

Martedì 4 febbraio 2020, ore 19:00

LE MOSCHE

Regia di Mauro Mingardi (Italia, 1970/71, b/n, 18:00)

Il corto è stato proiettato nell’edizione 2018 del Fotogramma d’Oro, nell’ambito della retrospettiva dedicata a Mauro Mingardi.

Le Mosche

Sinossi: Le mosche è un horror psicologico che narra di un bizzarro restauratore di vasi che ha la malsana mania di collezionare e seviziare mosche ed insetti di vario tipo. Un giorno una vicina, per la quale l’uomo prova una particolare attrazione, si reca da lui per riparare un vaso che ha rotto. L’uomo è talmente sovraeccitato che non si accorge di offrirle del veleno anziché dell’acqua.

Martedì 3 marzo 2020 ore 19:00

THE DIVINE WAY

Regia di Ilaria Di Carlo (Germania, 2018, colore, 15:00)

Premio Speciale migliore Scenografia al Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019 con la seguente motivazione: per la labirintica gestione dello spazio, in cui la regista, impareggiabile location manager al servizio di se stessa, esplicita l’ispirazione dantesca attraverso una memorabile ricerca visiva.

Sinossi: “Il sentiero per il paradiso inizia all’inferno” – Dante Alighieri. Liberamente ispirato alla Divina Commedia di Dante, The Divine Way porta gli spettatori lungo la discesa epica del protagonista attraverso un infinito labirinto di scale. Mentre la donna viaggia più a fondo, le scale si mutano e lei è intrappolata e trascinata nel loro pericoloso paesaggio, conducendoci attraverso più di cinquanta magnifici luoghi.

Martedì 7 aprile 2020 ore 19:00

PECCATRICE

Regia di Karolina Porcari (Polonia/Italia, 2018, colore, 10:00)

Premio Speciale migliore Opera Prima al Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019 con la seguente motivazione: per aver reso con intensità narrativa, già notevolmente consapevole per un’opera prima, l’abisso in cui sprofonda l’immacolata e vorace curiosità quando è costretta in un ambiente retrivo e patriarcale.

Sinossi: Lucia è una bambina di 11 anni sveglia e curiosa della vita. Stanca dei soprusi del padre e dell’inerzia della madre, il giorno della sua Prima Comunione prenderà una drastica decisione.

Martedì 9 giugno 2020 ore 19:00

VITA D’ARTISTA

Regia di Mauro Mingardi (Italia, 1981, colore, 35:00)

Il corto è stato proiettato nell’edizione 2018 del Fotogramma d’Oro, nell’ambito dellaVita di artista retrospettiva dedicata a Mauro Mingardi.

Sinossi: Il prologo dà il via al film con una presentazione delle bizzarre teorie di Cesare Lombroso sui profili criminali. La pellicola ha come protagonista un serial killer davvero curioso che cerca di mettere in atto delitti a partire da una certa ricerca estetica …

 

Martedì 15 settembre 2020 ore 19:00

TONO MENOR

Regia di Ivan Sainz Pardo (Spagna, 2018, colore, 11:49) 

Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

Tono menor

Sinossi: la storia emozionante di un uomo rinchiuso in un Fado portoghese.

Martedì 6 ottobre 2020 ore 19:00

EN MORCEAUX

Regia di Guillame Tordjman (Francia, 2018, colore, 15:00)

Premio Speciale migliore Interpretazione femminile al Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019 a Kalissa Houicha e Lubna Azabal con la seguente motivazione: per l’abilità mostrata da entrambe le attrici nel rappresentare lo smarrimento che segue una perdita, in un continuo confronto di interpretazioni appassionate e mai eccessive. (Sottotitoli in inglese).

Sinossi: Ferita dalla morte di sua madre, Yasmine, un’adolescente introversa, si rifugia nel silenzio e nella depressione. Sua zia, che improvvisamente assume il ruolo della nuova madre per lei e per la sorellina Sonia, non riesce ad incanalare la sua rabbia.

Martedì 3 novembre 2020 ore 19:00

FAITH

Regia di Tatiana Fedorovskaya (Federazione Russa, 2017, colore, 15:00)

Iscritto alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

Sinossi: Un vecchio vedovo, ex radiotelegrafista, percepisce la lampadina lampeggiante come i messaggi della moglie defunta da Heavens. (Sottotitoli in inglese).

Martedì 1 dicembre 2020 ore 19:00

RED LIGHT GREEN LIGHT

Regia di Maegan Houang e Grace Kredell (Stati Uniti, 2018, colore, 7:26)

Selezionato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

Sinossi: Due giovani donne sono sequestrate in un bunker sotterraneo, in attesa di una possibilità di rilascio. Maggie è disperata per connettersi al mondo esterno, mentre Dawn si è stabilita in una cupa domesticità. Quando l’opportunità di fuga si presenta, ne deriva il conflitto e la loro collaborazione viene messa alla prova.

L’ingresso è libero.

Il Fotogramma d’Oro collabora con Prospettive 2 a Catania

Dal 11 al 13 ottobre 2019 si terrà a Catania, a Via Pistone 59, Palazzo De Gaetani, la seconda edizione del Festival Prospettive – Film che raccontano le culture, organizzato dall’associazione Trame di quartiere, con la direzione artistica della prof.ssa Maria Arena, la quale nelle due recenti edizioni del Fotogramma d’Oro Short Film Festival è stata componente della Giuria.

La Federazione Nazionale Cinevideoautori, e quindi il Fotogramma d’Oro, è lieta di collaborare con questa manifestazione nella quale sono trattati contenuti ed argomenti di assoluta attualità che meritano di essere raccontati anche mediante l’utilizzo del mezzo audiovisivo.

Prospettive 2

Ecco il programma

▶︎VENERDÌ 11 ottobre 2019

18:00 PRESENTAZIONE e apertura della rassegna con Maria Arena direzione artistica, Verdiana Di Franco e Carolina Paternò Di Raddusa direzione organizzativa, e lo staff di Trame di Quartiere.

18:15 CORTOMETRAGGI dal 51esimo Fotogramma d’Oro Short Film Festival di Messina:
THE RED BICYCLE di Fazila Amiri, 11’, Afghanistan 2018.

Sinossi: Mahal, una giovane donna afghana, imprigionata per “crimine morale” in una prigione femminile, organizza un’audace fuga per incontrare il suo amante prima di partire per la guerra.

PARVAZ MAHIHA di Mohammad Towrivarian, 14’38’’, 2018 Kurdish, Persian, Islamic Republic of Iran.

Sinossi: Il nuovo insegnante nel villaggio capisce che una delle sue allieve è l’unica della classe a non parlare. Una bruciatura di sigaretta è visibile nella sua mano.

19:00 APERITIVO a cura degli abitanti di San Berillo

19:45 FILM dal Festival del Cinema Africano, Asia e America Latina di Milano:
• WALLAY di Berni
Goldblat, 84’, Burkina Faso/Francia/Qatar 2017

▶︎SABATO 12 ottobre 2019

16:30 ITINERARIO Migrantour Catania Trame di Quartiere Catania interculturale: passeggiata tra San Berillo e Civita.

18:30 CORTOMETRAGGI dal 51esimo Fotogramma d’Oro Short Film Festival di Messina:
2ND CLASS di Jimmy Olsson, 13’52’’, Svezia 2018.

Premio Fotogramma di Bronzo alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019, con la seguente motivazione: Per aver affrontato un tema attuale come il razzismo scegliendo una narrazione poetica e coinvolgente, la cui profondità evidenzia il valore della formazione scolastica e il ruolo dell’insegnante.

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Sinossi: Charlotte ha un nuovo lavoro come insegnante di secondo grado. Una notte viene attaccata da un nazista ed è gravemente ferita. Quando torna dai suoi studenti scopre che uno dei suoi studenti è il figlio di quel nazista.

 

ARE YOU VOLLEYBALL?! di Mohammad Bakhshi, 15’39’’, Iran 2017

Premio Fotogramma d’Oro alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film

Festival 2019, con la seguente motivazione: Per la rigorosa maestria visiva con cui ipotizza una coesistenza aldilà di ogni muro o conflitto, elevando lo sport a strumento di pace, e una rete divisoria a elemento unificante.

FTG Oro 1

Sinossi: Un gruppo di richiedenti asilo di lingua araba è arrivato ad una frontiera nella quale si parla inglese e viene impedito loro di proseguire. Entrano in conflitto con i soldati di frontiera ogni giorno fino a quando un bambino sordomuto diventa un catalizzatore per una migliore comunicazione tra due gruppi.

19:00 APERITIVO a cura degli abitanti di San Berillo

19:30 PROGETTO SHARING CONGO #4 IMMAGINI E STORIE DALLA REGIONE DEL NORD-KVU, RDC a cura di Alessandro De Filippo, 75’

21:30 FILM, prima siciliana THE VALLEY di Nuno Escudeiro, 76’, Italia/Francia 2019

CONVERSAZIONE SPAZIO E IDENTITÀ: fino a che punto la cultura è convenzione?

▶︎DOMENICA 13 ottobre 2019

18:30 CORTOMETRAGGI
• YASMINA di Claire Cahen, Ali Esmili, 20’, Francia 2018
• BROTHERHOOD di Meryam Joobeur, 25’, Tunisia / Canada / Qatar / Svezia 2018

19:00 APERITIVO a cura degli abitanti di San Berillo

20:00 FINALE CONCORSO CORTOMETRAGGI PROSPETTIVE 2019, Proiezione dei corti finalisti: premio della giuria e premio del pubblico decretato da una giuria popolare a cui tutti gli spettatori possono prendere parte.
PREMIAZIONE E CHIUSURA DEL FESTIVAL

Ingresso gratuito

Il Fotogramma d’Oro ospite a Notte d’Arte 2019: il programma del 14 settembre

logoLa Federazione Nazionale Cinevideoautori, anche quest’anno, sarà ospite della seconda edizione di Notte d’Arte 2019 con una selezione di cortometraggi che hanno partecipato alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival, svoltasi a Messina dal 22 al 25 maggio presso il Cinema Multisala Apollo.

L’evento, organizzato in collaborazione con il Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala, l’Associazione “Sostieni un paziente a distanza” e il Telefono Amico di Messina con Diari di Cineclub media partner, si svolgerà sabato 14 settembre 2019 alle 21,30 presso il Salone degli Specchi del Palazzo dei Leoni (ex Provincia di Messina).

La serata sarà presentata dall’attrice messinese Noemi David; interverranno Francesco Coglitore, presidente della F.N.C. e direttore artistico del Fotogramma d’Oro Short Film Festival, la dr.ssa Roberta Cardia, il dr. Corrado Randazzo e la dr.ssa Mara Siragusa,

Soci del Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala, la dr.ssa Fabrizia Strangio, Socia dell’Associazione Sostieni un paziente a distanza, ed Ennio Marino, Presidente Telefono Amico – Messina.

Ecco il programma della serata

IVAN di Pangiotis Kountouras (Grecia) Drammatico – durata: 9,25 minuti
Corto selezionato al Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019

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Sinossi: puoi consumare la tua natura umana in un pasto? Quando l’istinto nascosto si trasforma in ossessione morbosa, allora l’autoconservazione si trasforma in un inutile rituale di imitazione, un atto di logica vuota.

MORGEN KOMMT KEIN WEIHNACHTSMANN (I don’t believe in Christmas Father) di Anna Ludvig (Germania) – Drammatico – durata 15 minuti
Corto selezionato al Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019.

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Sinossi: Una mamma single è molto triste perché non può quest’anno permettersi di assumere un Babbo Natale la vigilia di Natale per i suoi bambini – una tradizione tipica in questa famiglia e in alcune parti della Germania. I fratellini hanno appena notato che la mamma è infelice perché Babbo natale non verrà a casa loro. La loro conclusione: la mamma crede ancora in Babbo Natale! Ora tocca a loro organizzare un Babbo natale per fare di nuovo felice la loro mamma.

PECCATRICE di Karolina Porcari (Polonia/Italia) Drammatico – 10 minuti
Premio Speciale Migliore Opera Prima al Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019 Motivazione: Per aver reso con intensità narrativa, già notevolmente consapevole per un’opera prima, l’abisso in cui sprofonda l’immacolata e vorace curiosità quando è costretta in un ambiente retrivo e patriarcale.

Sinossi: Lucia è una bambina di 11 anni sveglia e curiosa della vita. Stanca dei soprusi del padre e dell’inerzia della madre, il giorno della sua Prima Comunione prenderà una drastica decisione.

HOME di Farkhondeh Torabi (Iran) Animazione – durata: 9,44 minuti
Corto selezionato al Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019

Poster 70e9eb6157-posterSinossi: Una famiglia decide di vendere la propria casa in modo da poterne comprare una nuova, vista in TV. Avendo avuto difficoltà a venderla, hanno lavorato sodo per risolvere il problema. Ma le cose cambiano quando tutti staranno bene.

TONO MENOR di Ivan Sainz Pardo (Spagna) – Thriller durata: 11,49 minuti
Corto selezionato al Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019

Tono menor

Sinossi: la storia emozionante di un uomo rinchiuso in un Fado portoghese.

EN MORCEAUX di Guillame Tordjman (Francia) – Drammatico – durata: 15 minuti
Premio Speciale Migliore interpretazione femminile al Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019 a Kalissa Houicha e Lubna Azabal. Motivazione: Per l’abilità mostrata da entrambe le attrici nel rappresentare lo smarrimento che segue una perdita, in un continuo confronto di interpretazioni appassionate e mai eccessive. (Sottotitoli in inglese)

Sinossi: Ferita dalla morte di sua madre, Yasmine, un’adolescente introversa, si rifugia nel silenzio e nella depressione. Sua zia, che improvvisamente assume il ruolo della nuova madre per lei e per la sorellina Sonia, non riesce ad incanalare la sua rabbia.

SOLI, INSIEME di Lorenzo Cassol (Italia) Drammatico – durata 12 minuti
Premio Speciale Migliore Interpretazione Maschile al Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019 a Giacomo Del Fiacco. Motivazione: Per la capacità di esprimere l’incanto della solitudine come rifugio, grazie all’abile complicità col suo giovane regista, confrontandosi con i silenzi e le azioni minimali di un adolescente in crisi.

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Sinossi: Andrea passa il suo tempo in camera, giorno dopo giorno non esce più di casa ma qualcosa che accade proprio sotto i suoi occhi lo spingerà ad infrangere la sua solitudine e riprendere in mano la sua vita.

MENUETT di Felix Karolus (Germania) – Drammatico – Durata: 10,45 minuti
Iscritto al Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019

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Sinossi: Per Charlotte (Senta Berger) è come un’altra domenica, fino a quando suona il campanello e uno straniero (Thomas Thieme) la sorprende con una richiesta particolare (Sottotitoli in inglese).

L’ingresso è libero.

Un’occasione d’Oro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’articolo di Desirèe Formica (nella foto a destra), Foto 1 sulla sua esperienza quale componente della Giuria Campus alla 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2019 svoltasi a Messina dal 22 al 25 maggio 2019.

«Il 27 marzo 2019 ha avuto ufficialmente inizio la mia esperienza come componente di Giuria “Campus” al Fotogramma d’Oro Short Film Festival. Premetto che, pur avendo incentrato i miei studi universitari sul mondo del cinema e del teatro, ero entusiasta e allo stesso tempo ansiosa di dover giudicare dei cortometraggi, poiché per natura non vedo mai il bicchiere mezzo pieno. Stavolta mi sbagliavo. Più passava il tempo più mi rendevo conto che le iniziative intraprese dall’Università degli Studi di Messina stavano iniziando ad avere il loro perché, soprattutto per chi, come me, studia al Dipartimento COSPECS nel corso di laurea DAMS (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) e le possibilità di fare esperienze performanti al di fuori delle sedi universitarie sono ben poche. In tutto questo, un plauso va al professore Federico Vitella che, stabilendo una comunicazione proficua con gli ENTI, ci permette di avere un contatto diretto con quello che si spera possa diventare, in un futuro non molto lontano, un lavoro dove la gavetta è necessaria e l’esperienza non è mai troppa.

Foto 4 con Federica

Alla prima riunione ho conosciuto i miei compagni di percorso, i tirocinanti: Giulia Lombardo (presidente di Giuria Campus), Emanuela Licciardelli, Maria Chiara Musolino, Rosaria Leto, Federica Scravaglieri (nella foto a sinistra con Desirèe Formica) e Letterio Gatto.

Ognuna delle riunioni fatte da quel giorno in poi è stata caratterizzata dalla costante presenza dell’occhio (e dell’orecchio) vigile del presidente della Federazione Nazionale Cinevideoautori, nonché tutor dei tirocinanti Francesco Coglitore, e da dibattiti dettagliati su una gran mole di corti che andavamo via via analizzando. Proprio nell’analisi e nella valutazione, vi era la volontà, da parte del presidente, di non influenzarci in alcun modo. Ci siamo sorpresi, in seguito, nel constatare che le nostre scelte coincidevano, in qualche modo, con quelle assunte dalla Giuria Tecnica; visto che le assegnazioni dei Premi Speciali hanno incontrato pienamente il nostro consenso.
Quattro dei sette membri della Giuria “Campus” hanno una formazione psicologica e laFoto 3 loro presenza mi ha confermato l’importanza che ha il cinema a livello sociale, nonché la necessaria scoperta di una sfera intima e personale soprattutto nell’ambiente artistico; tema, che mi sta particolarmente a cuore in quanto fulcro della mia tesi di laurea, mirata a sviluppare la correlazione che intercorre tra vita e finzione artistica.
La bellezza della nostra Giuria non risiedeva nell’evidente fatto di essere composta da giovani appassionati di cinema, slegati da un giudizio responsabilmente “tecnico”, ma nell’eterogeneità rappresentata da una forte individualità di ognuno. In veste di giurata mi sono avvalsa del mio personale criterio di selezione, il criterio del rischio, ovvero quanto il regista avesse deciso di rischiare e quanto, invece, avesse effettuato scelte comode.
L’eterogeneità fu la componente che accese i nostri confronti sia in riunione che fuori: confronti mai interrotti anche dopo aver messo a verbale il nome del corto vincitore del Fotogramma d’Oro Campus (nella foto sotto), indice di quella dedizione che ci ha condotto ad una scelta scrupolosa e responsabile. Una partecipazione che venne manifestata nel corso del Festival, soprattutto nelle Masterclass con registi e negli incontri che si tenevano la mattina alla libreria Feltrinelli di Messina.

FTG Campus
Sono stati tanti i momenti significativi che hanno costellato l’andamento del Festival e la maggior parte non possono essere spiegati a parole; io ci ho provato, nel modo più appassionato possibile. Voi tenetevi pronti per la prossima edizione, nella quale vedrete i frutti del desiderio di riportare Messina ai vecchi fasti.
Il mio percorso, però, non finisce qui: la partecipazione al Fotogramma d’Oro è arrivata in un momento importante della mia vita, contribuendo allo sviluppo didattico, che mi ha spinto a concorrere per la selezione come componente di una Giuria internazionale composta da studenti italiani e stranieri, la “Center Stage competition”, per la 65esima edizione del Taormina Film Fest.
Taormina Film FestRiuscii a superare la selezione e a godermi questa bellissima ed entusiasmante esperienza in una delle città più suggestive della Sicilia. Ho avuto modo di confrontarmi con culture generatrici di prospettive diverse che però, alla fine, trovavano un punto d’incontro e andavano oltre, perché il cinema è oltre: è in grado di far cadere muri fabbricati da confini etici, psicologici, idealistici e geografici. In sala non esisteva più la storia di vita personale: tutti eravamo la storia che veniva proiettata sullo schermo; e lì che ti domandi se sia tutto finto, e se quella finzione non sia quell’ancora di salvezza per un paese come il nostro, che ha bisogno di sentirsi di nuovo in un sogno comune».

                                                                                                     Desirèe Formica