Promotrici dell’iniziativa sono le associazioni messinesi C.I.R.S. (Comitato Italiano Inserimento Sociale) e Sostieni un paziente a distanza, con la collaborazione della F.N.C. Federazione Nazionale Cinevideoautori, che organizza a Messina il Fotogramma d’Oro Short Film Festival, giunto alla 51esima edizione.
“Violenza di genere” è il tema del concorso, riservato a cortometraggi la cui durata non dovrà superare, preferibilmente, i 10 minuti (titoli di testa e di coda compresi).
I cortometraggi potranno essere realizzati anche con smartphone e dovranno avere come argomento la violenza di genere in tutte le sue forme. Ogni autore potrà presentare fino ad un massimo di due corti.
Termine ultimo per l’iscrizione è il 15 maggio 2020.
I file delle opere da iscrivere al concorso e la copia del Modulo d’iscrizione, debitamente compilato e firmato, dovranno essere inviati esclusivamente tramite WeTransfer, o supporti similari, alla seguente mail: sostieniunpazienteadistanza@gmail.com. Alla mail potranno essere allegati eventuali foto di scena e del regista.
Per maggiori informazioni e/o chiarimenti è possibile consultare e scaricare il Bando integrale riportato in fondo all’articolo, insieme al file del Modulo di iscrizione.
Vi diamo ora qualche informazione sulle associazioni promotrici del Festival.
La nascita del C.I.R.S., allora C.I.D.D. – Comitato Italiano di Difesa morale e sociale della Donna, risale al 16 febbraio 1950, quando un gruppo di donne politicamente attivo fondò il C.I.D.D. con l’obbiettivo primario di studiare le condizioni reali delle “case chiuse”, sostenendo il progetto di legge che ne stabiliva l’abolizione e contestualmente prevedeva l’assistenza alle donne che decidessero di “cambiare vita”. La suddetta legge fu approvata nel 1958 e divenne nota col nome di “Legge Merlin”.
La Sede Provinciale di Messina, già operativa dal 1957, fu costituita ufficialmente nel 1959; a presiederla fu nominata la Sig.ra Maria Celeste Celi Curatolo, la quale si impegnò a costituire una rete di rapporti sociali, coinvolgendo forze socio-culturali, politiche e religiose cittadine, per programmare tutte quelle attività volte al recupero di donne in stato di disagio.
L’obiettivo prioritario fu quello di restituire alle donne in difficoltà quella dignità morale che esperienze di vita complesse avevano messo in crisi. L’opera di assistenza si è svolta inizialmente con interventi sul territorio, nei quartieri sottosviluppati della città.
Il C.I.R.S. Messina, presieduto da Maria Celeste Celi (nella foto a fianco), ha istituito la “Casa Famiglia” per donne e minori in situazioni di rischio sociale e la “Casa rifugio“, ad indirizzo segreto per donne e minori vittime di violenza. Il progetto scaturisce dall’esigenza di rispondere in maniera concreta alle urgenze di donne e minori vittime di violenza fisica e psichica, che necessitano di immediata accoglienza in regime di protezione e non.
E’ fondamentale garantire a chi subisce violenza la possibilità di sfuggire a tale fenomeno, aiutando la donna a ricostruire la propria vita e la propria dignità come persona, liberandola dall’oppressione, dalla paura … dal “silenzio”.
L’associazione Sostieni un paziente a distanza, invece, è stata costituita a Messina nel 2016 su iniziativa di Donatella Lisciotto, (nella foto sotto) Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, socio fondatore e Segretario scientifico del Laboratorio
Psicoanalitico Vicolo Cicala di Messina e portato avanti dagli psicologi Letterio Gatto, Marco Liotta, Cinzia Musicò, Dayana Raffa e Fabrizia Strangio. Il progetto dell’associazione Sostieni un paziente a distanza è rivolto alle persone in stato di difficoltà psichica e sociale che, pagando un contributo simbolico di 2 euro, potranno ricevere sostegno psicologico. L’obiettivo è di dare la possibilità anche a coloro che appartengono alle fasce socio-economiche più svantaggiate di usufruire della cura psicologica. ll progetto Sostieni un Paziente a Distanza ricopre un ruolo interessante anche da un punto di vista culturale e preventivo. Favorire la cura psicologica anche alle persone in difficoltà economica o a basso reddito si traduce in un miglioramento culturale a vantaggio della collettività.
Il progetto è attuato mediante la sottoscrizione, da parte di donatori, di contributi liberali e l’organizzazione di attività ed eventi culturali. I fondi raccolti sono destinati a coprire i costi della macchina organizzativa del progetto, ovvero il lavoro degli psicologi coinvolti.
In particolare, i fondi serviranno alla realizzazione di un supporto psicologico individuale a cadenza settimanale e di laboratori espressivi di gruppo.
Nel progetto s’intrecciano pertanto due priorità, quella di dare alla singola persona l’opportunità di riscattare il proprio benessere e quella di promuovere le competenze di giovani professionisti motivati a fare la propria parte per una società migliore.
Il riconoscimento della dignità del singolo individuo, attraverso il suo bisogno di benessere, è progresso civile.
Dare ai giovani psicologi la possibilità di operare nel loro settore consente una crescita professionale e dunque culturale, che dal singolo si estende all’intera comunità.
Siamo certi che saranno numerosi i corti partecipanti, per il valore sociale dell’iniziativa e per l’attualità del tema da trattare.
L’iscrizione dei corti è gratuita.

Attualmente Sabrina sta lottando contro un “mostro” che certamente sconfiggerà con l’energia del suo essere La vita! Durante l’incontro avuto qualche giorno fa, ci ha anche detto che si può scrivere ogni cosa di lei, ed ha aggiunto, «perché è figlia della verità, che è la cosa che più mi interessa e per la quale lotto!».
plagio da parte di un uomo che aveva smarrito, forse da tempo, quel bel concetto e valore che tutti chiamano Amore! Lui, il Signor Amore, non lo conosceva affatto, conosceva la distorsione dello stesso: confondeva la bellezza con la bruttura, ossessionato e ossessionante, infondeva paura, spesso terrore, provocava e umiliava, sconosceva il diritto di libertà della donna, il mio! Mi ha schiaffeggiata con violenza, mi ha sbattuta al muro afferrando i miei bellissimi capelli, mi ha messo le mani alla gola, per poi allentare la presa. Forse un angelo mi ha salvata! Mi ha “amata” e mi ha odiata! Mi ha trattata come una scopa inutilizzata e mi ha coccolata come una delle più belle principesse. Mi ha apprezzata per la mia cucina sicula, e mi ha disprezzata per la mia solarità (anch’essa sicula) a suo avviso troppo audace ed esuberante. Ha inventato film, ha creato personaggi inesistenti, ha dato vita a fantasmi e a idee assurde, ha violato la mia bellezza, ha assassinato i miei sogni di giovane ragazza, ha annientato i miei rapporti umani, ha fatto tabula rasa attorno a me, ha dato fuoco in un grande falò ai miei obiettivi e
ai miei giorni felici, al mio cuore disintegrato e al mio animo lacerato. Ha giocato con i miei sentimenti in un rimbalzare di folli considerazioni, e amava e odiava, e amava e distruggeva la mia mente. La sua violenza psicologica ha fatto di me una carta stropicciata, tagliuzzata, lasciata nell’angolo di una stanza che profumava di “Roma uomo”. Ho conosciuto la violenza del corpo e ancor più la violenza perpetuata dell’anima. Quest’ultima ci ha messo 10 anni a risorgere dalle sue ceneri. Un giorno ho visto volare in alto nel cielo una bella Fenice che planava in piena libertà».
qualcuno, nella vita, nella società (dalla quale ti isola, il meschino) … non credere di valere qualcosa senza me accanto, tu non sei nessuno! Ulisse ingannò Polifemo, tu donna non ingannerai mai il tuo uomo con i tuoi modi dolci … con la maglietta della Croce
viso per non vedere più dolore e le gambe bastonate, che zoppicano in quel desiderio di rivalsa. Vedo i tuoi occhi spenti donna, e il tuo respiro affannato che anela aria di libertà. Sei consapevole che ha trafitto la primavera più bella del tuo vivere? Possiedi un minimo di lucidità che ti consente una fuga d’Egitto, degna di un velocista che sta tagliando un traguardo?
nipote di Giovanni Rappazzo (nella foto in alto), inventore del cinema sonoro.
Ma ogni volta si fermavano davanti all’impossibilità di realizzare il sincronismo tra suono e immagini. Ma io continuai instancabilmente nei miei esperimenti finché, con grande mia gioia, realizzai LA COLONNA SONORA attraverso la produzione di un innovativo rivelatore con cellula fotoelettrica, per poterla poi proiettare sullo schermo (foto a fianco). Così iniziai a filmare la partenza di una macchina con il motore a scoppio, una nave traghetto sullo Stretto, (quella che camminava con le due ruote sui due fianchi), ed ancora feste, canti e balli. Quando li proiettavo, la gente scappava come se avesse visto il diavolo. Credetti a tal punto nella mia invenzione che non esitai un attimo a lasciare il posto che avevo intanto ottenuto come dirigente della Società Elettrica di Milazzo. E cominciò così il mio pellegrinaggio: prima Milano, poi Roma, Torino, Genova. Pensai: se non vado in un grosso centro cinematografico non combino niente. E così di colpo piantai baracca e burattini».
usurpata dagli americani, nella figura di William Fox. In un paio d’anni tutte le case di produzione si adeguarono al nuovo sistema cine-sonoro e agli inizi degli anni Trenta il muto era già sepolto.